pubblicato da L'Unione Sarda il 26 febbraio 2002
Il Monopolio chiede 120 miliardi
Molentargius. Ricorso in Cassazione dell'Avvocatura dello Stato per il blocco della produzione
Lo Stato bussa nuovamente alla porta (e alla cassa) dei quattro Comuni accusati di aver inquinato e provocato il blocco delle Saline di Molentargius. L’Avvocatura Generale ha presentato infatti un ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’appello che aveva condannato Cagliari, Quartu, Selargius e Quartucciu a pagare sette miliardi di multa. Il Monopolio contesta il provvedimento in quanto non avrebbe tenuto conto del mancato guadagno. Calcolato che ogni anno di inattività è stato valutato due miliardi di mancato guadagno, la cifra che i quattro enti sono chiamati a rifondere supera abbondantemente i 120 miliardi. Una botta tremenda che i sindaci sperano di attenuare con l’aiuto della Regione.
Con il suo ricorso, l’Avvocatura ha reso ancora più complessa la vicenda che risale al 1985 quando, a causa di un inequivocabile inquinamento provocato da scarichi fognari clandestini, la produzione dell’oro bianco venne sospesa. Accertata la provenienza dei liquami e la responsabilità dei comuni che si affacciano sullo stagno (Cagliari, Quartucciu, Selargius e Quartu) il Monopolio avviò un procedimento civile per ottenere un congruo risarcimento danni. Ci vollero comunque otto anni per arrivare alla sentenza del processo di primo grado. In quell’occasione il Tribunale accolse solo in parte le richieste dei Monopoli e i Comuni furono condannati a pagare sette miliardi e mezzo, ma non il risarcimento per l’inattività e la mancata produzione.
Seguirono strascichi giudiziari, con i Monopoli sempre in prima linea nella richiesta di un risarcimento per il mancato guadagno e, cinque anni più tardi la sentenza (la 379/2000) che ha fatto perdere il sonno ai sindaci dei Comuni finiti sotto accusa , ma non ha soddisfatto i Monopoli tant’è che si è rimessa in moto l’Avvocatura dello Stato con un ricorso in Cassazione. E la cifra finale, 120 miliardi è davvero alta. «Non tanto per Cagliari», spiega il sindaco Emilio Floris, «quanto per gli altri comuni, più piccoli. Per questo ci siamo coalizzati, e chiederemo tutti e quattro insieme aiuto alla Regione».
Chi non nasconde infatti la sua amarezza, è il sindaco di Quartucciu Gilberto Pisu. «Proprio mentre si cercava una soluzione, arriva questa notizia. Una mazzata che, se attuata, potrebbe pregiudicare seriamente i programmi della nostra amministrazione» dice.
L’incontro del mese scorso tra l’assessore regionale all’Ambiente Emilio Pani e i sindaci dei “comuni inquinatori” aveva aperto più di uno spiraglio nella spinosa vicenda, con il trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione. La cosiddetta “partita di giro” non è stata però presa in considerazione dai Monopoli e in una lunga lettera, l’Avvocatura ne motiva le ragioni.
Esiste però ancora un ulteriore sviluppo nella vicenda, che potrebbe ribaltare la situazione. In questi anni i Monopoli hanno infatti continuato a sfruttare le Saline, anche quando queste erano passate sotto il controllo regionale. Tutto ciò senza versare una lira alla Regione. Questa carta potrebbe giocare a favore dei Comuni. Al risarcimento, chiesto dai Monopoli ai Comuni, ne farebbe quindi fronte un altro chiesto dalla Regione agli stessi Monopoli. L’ipotesi è che il provvedimento tanto temuto dai sindaci di Cagliari, Quartu, Selargius e Quartucciu possa perfino decadere. «Sono convinto» ha detto Pisu «che la Regione non rimarrà insensibile, così come sono convinto che provvederà subito, attivando un tavolo di confronto tra i sindaci per arrivare a un’unica strategia difensiva».
di Pierpaolo Abis