Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 26 febbraio 2002

L'oasi è sempre più lontana


Il sindaco di Cagliari ha chiesto la revisione della legge sul Molentargius
QUARTU. Parco del Molentargius sempre più lontano: si allungano i tempi per la costituzione del consorzio di gestione dell'area umida a Quartu, Cagliari, Selargius e Quartucciu. Dopo i bisticci per la ripartizione delle quote ora c'è un altro inghippo: il sindaco di Cagliari Emilio Floris ha chiesto al presidente della Regione Pili la revisione della legge istitutiva del Parco. I motivi sono due. Primo, la perimetrazione non è chiara. Secondo, il parco è pieno di vincoli e dunque all'interno dei suoi confini non c'è pace per il cemento. Niente alberghi, secondo la legge istitutiva, ma solo un'area che deve essere lasciata com'è. In attesa della risposta di Pili e dell'assessore regionale all'ambiente Emilio Pani, tutto si è fermato. A novembre e dicembre, i sindaci dei quattro comuni comproprietari dell'area umida si erano incontrati con i rappresentanti della Provincia per dare vita allo statuto e al consorzio di gestione. Gli ostacoli, però, non erano facili da superare: il punto di partenza della discussione, un preliminare di accordo che nel maggio 2001 aveva ripartito le quote di gestione (Provincia 20 per cento, Cagliari 40 per cento, Quartu 35 per cento, Selargius e Quartucciu 2,5 per cento a testa), non andava più bene a nessuno. Il primo a protestare era stato il consiglio di Quartu che, all'unanimità, aveva detto no alla firma apposta dal commissario prefettizio. E poi, a ottobre, aveva richiesto il 50 per cento delle quote. Poi era arrivato anche il no di Quartucciu: a novembre l'assemblea civica di via Gioffra aveva rilanciato del 400 per cento. E a quel punto anche Selargius aveva annunciato: se aumenta la quota di Quartucciu, deve aumentare anche la nostra. Una corsa al rialzo che aveva protato all'empasse. «Entro gennaio sarà tutto pronto», aveva annunciato l'assessore provinciale Grosso. Ma ora il parco deve fare i conti con Floris.
di Stefano Ambu