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pubblicato da La Nuova Sardegna il 924 dicembre 2005

Poetto: Provincia parte civile


CAGLIARI. Graziano Milia ci ha ripensato, sarà l'aria di Natale: la Provincia si costituirà parte civile al processo contro i tredici presunti responsabili del disastroso ripascimento del Poetto. La decisione - del tutto inattesa - è contenuta in una delibera approvata all'unanimità nel corso dell'ultima seduta della giunta. Milia aveva preso le distanze dagli altri enti pubblici - Regione e Comune di Cagliari - che avevano subito presentato al gup Giorgio Cannas la richiesta di risarcimento dei danni. Ora il contrordine: "Non torniamo indietro sull'atteggiamento di principio - ha detto Milia, come riporta una nota dell'ufficio stampa di viale Ciusa - abbiamo sempre pensato che il tribunale dovesse fare la sua parte e ci siamo riservati di aspettare l'avvio del processo per valutare la linea da adottare. Il processo è iniziato e ci è sembrato opportuno costituirci parte civile". In realtà il processo era cominciato già il 15 novembre, quando Milia aveva annunciato che la Provincia avrebbe rinunciato a costituirsi. E' chiaro che il presidente ha cambiato idea e ha deciso di allinearsi alle altre amministrazioni e alle associazioni ambientaliste. Diversa invece la posizione rispetto alla possibilità - proposta dall'avvocato dello stato Giandomenico Tenaglia per l'agenzia del Demanio - che la Provincia venga chiamata a rispondere del disastro come responsabile civile, caso davvero paradossale di ente che danneggia e viene danneggiato: "Respingiamo l'ipotesi avanzata dall'Avvocatura dello Stato - ha detto il direttore Generale, Marco Cabras - perchè chiamare la Provincia come responsabile civile nella vicenda del Poetto equivarrebbe a chiamare in causa tutti i cittadini del territorio". Questo il parere di Cabras, la decisione spetta però al gup Cannas, che scioglierà la riserva alla prossima udienza, in programma il 31 gennaio. Intanto - ha reso noto l'amministrazione provinciale - gli avvocati chiamati a tutelare la Provincia sono sono Giorgio Deiana e Franco Usai.
Finora il giudice ha dichiarato ammissibili le costituzioni di parte civile per lo Stato attraverso l'Agenzia del Demanio, la Regione, il comune di Cagliari, Amici della Terra, Wwf e Legambiente. Manca all'appello solo il ministero dell'Ambiente, perchè il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi non ha ancora firmato la delibera. Ammessi ed esclusi dovranno comunque superare un altro esame più avanti: alcuni legali - Pierluigi Concas e Andrea Pogliani, ma forse anche altri - interverranno solo all'apertura del processo pubblico, per non scoprire già ora le carte.
L'ex presidente della Provincia Sandro Balletto (difeso da Rodolfo Meloni) è accusato di concorso in danneggiamento aggravato perchè l'8 marzo del 2002 non ha fermato i lavori di ripascimento, lasciando che la draga Antigoon noleggiata dall'impresa esecutrice Ati Mantovani-Sidra-Gavassino continuasse a scaricare sull'arenile migliaia di metri cubi di fango e pietrame succhiati dal fondale marino. Balletto aveva il dovere e il potere di intervenire, ma è rimasto a guardare: non aver impedito un danno equivale per la legge ad averlo cagionato. La stessa accusa più quella di abuso d'ufficio sono rivolte a Renzo Zirone (avvocato Luigi Concas) e allo staff dirigenziale della Provincia.
di M. L.