Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 24 settembre 2008

Riapre il parco di Molentargius


Da oggi a disposizione l’oasi naturalistica. Accessi da La Palma e da Quartu. Floris: «L’area deve diventare una risorsa»
Il parco di Molentragius apre le vie del sale. Da oggi ciclisti, amanti della corsa e dell’ambiente avranno a disposizione percorsi riservati all’interno dell’area umida unica nel Mediterraneo. Ieri mattina il sindaco di Cagliari Emilio Floris, quello di Quartu Luigi Ruggeri (che è anche presidente dell’Ente parco) e il direttore generale hanno presentato l’iniziativa che ha l’obiettivo di integrare l’oasi naturalistica con l’area metropolitana. E, soprattutto, di renderla disponibile a cagliaritani e turisti. La riapertura del parco è stata possibile grazie a un finanziamento regionale che coprirà le spese sino a maggio dell’anno prossimo. In questi mesi, quindi, è obbligatorio per politici e tecnici studiare progetti che consentano al Parco di autosostenersi. Per questo è in programma la zonizzazione per studiare lo sviluppo di attività imprenditoriali. Non è tutto, sono al vaglio anche grandi rivoluzioni per la circolazione delle auto all’interno di Medau Su Cramu: la strada che collega il capoluogo con Quartu sarà percorribile solo dai residenti.
LAVORI IN CORSO. «Non è un’apertura definitiva, il Parco è un work in progress, un luogo di lavoro», ha spiegato Ruggeri. «Adesso è aperto ufficialmente, anche se è a disposizione dei cittadini da tempo». Sarà possibile accedere all’area naturalistica sia dal capoluogo da via La Palma, che da Quartu dalle vie Don Giordi e Is Arenas. «Abbiamo strutturato i percorsi, mettendo in sicurezza l’area a tutela dei visitatori, delle specie animali e del sistema idraulico». Luigi Ruggeri ribatte alle polemiche. «Il parco non è luogo di degrado, di discariche e abbandono. Tesi sostenute da chi non l’ha saputo gestire». Il sindaco di Quartu afferma che «la zona, che ricordiamolo non è un giardino pubblico e per questo va regolamentata, si dovrà reggere con cose che si possono fare, partendo dal presupposto che ci sono abitazioni e che sorge dentro l’area metropolitana». Il presidente dell’Ente replica alle accuse di sperpero di soldi pubblici. «La Regione ci ha finanziato un milione di euro. La gestione provvisoria Ramsar costava più del triplo. Nessuno spreco, anche perché i dirigenti hanno tagliato di due terzi i loro compensi. Ricordiamoci - conclude Ruggeri - che non seguiamo il principio economico, ma cerchiamo di valorizzare l’aspetto ambientale».
I PERCORSI. Il direttore generale Mariano Mariani è entusiasta. «Il nostro obiettivo è dare un segnale di integrazione tra l’area naturalistica e quella urbana. Alcuni percorsi pedonali e aree verdi saranno accessibili liberamente. Altre zone, invece, per esempio quelle sportive, saranno fruibili con una tessera magnetica ricaricabile, che avrà un costo accessibile a tutti, che verrà fornita al momento dell’iscrizione. Per la mobilità lenta sarà possibile noleggiare biciclette per spostarsi all’interno del Parco oppure scegliere percorsi per lo jogging o l’equitazione». Molentargius è soprattutto un’oasi dove nidificano varie specie di uccelli. «Ci sono delle iniziative riservate agli amanti del bird watching. Sei ornitologi sono a disposizione dei gruppi, composti al massimo da 12 persone, che guideranno i visitatori in 5 percorsi naturalistici. Le prenotazioni saranno possibili sia telefonicamente che on line dal sito web www.parconaturalemolentargius.it.
PARCO RISORSA ECONOMICA. Il sindaco di Cagliari Emilio Floris è soddisfatto per l’apertura, ma focalizza gli aspetti pratici e concreti. In poche parole la sopravvivenza dell’area. «Manca la condivisione delle scelte di fondo, come la produzione del sale, che creano l’opportunità di sviluppo e che consentono di non ricorrere a finanziamenti pubblici. L’area deve essere considerata una risorsa, deve diventare un soggetto attivo, che non deve drenare soldi pubblici. Insomma - chiude il sindaco Floris - deve autosostenersi».
di ANDREA ARTIZZU

Diecimila persone hanno visitato l’area


Il bilancio di un anno di attività
Ora è ufficiale: il parco è aperto, a disposizione di tutti. Il direttore dell’Ente Parco Mariano Mariani afferma che l’oasi era a disposizione dei visitatori, ma adesso è più organizzata e regolamentata. «Un segnale di integrazione con l’area urbana».
CORRERE IN SICUREZZA. E se sotto l’aspetto naturalistico l’area non teme rivali, per quanto riguarda l’attività sportiva «deve diventare una valida alternativa per gli sportivi che fanno jogging attorno allo stadio Sant’Elia, o in altre zone. Qui si potrà correre o fare attività sportiva in sicurezza: i tre percorsi non sono misti». In sostanza amanti della natura, podisti e ciclisti avranno a disposizione itinerari riservati e non si danneggeranno a vicenda. A due passi dagli ingressi principali sono state predisposte delle ampie zone di parcheggio, dove si potranno lasciare le auto e affrontare la vista a piedi o con biciclette a noleggio. C’è poi un discorso più ampio che riguarda la viabilità interna della zona di Medau Su Cramu, dove sorgono abitazioni. «Nella strada interna di collegamento tra Cagliari e Quartu, che per molti è un’alternativa a viale Marconi, verranno sistemate delle barriere e la zona sarà accessibile solo dai residenti.
I NUMERI. Il presidente dell’Associazione per il Parco, Vincenzo Tiana, traccia un bilancio degli ultimi anni. «Abbiamo soddisfatto le richieste di prenotazioni da scuole e Università e abbiamo avuto oltre diecimila visite. La metà del Parco dell’Asinara che è partito da diversi anni e che è anche un Parco nazionale, mentre Molentargius è regionale». Cifre confermate da Mariani che aggiunge: «I visitatori che hanno partecipato a visite guidate sono stati 730». Lo scorso anno Molentargius ha ospitato anche 17 convegni (1161 visitatori) e 10 manifestazioni (1695). Buoni risultati, a sentire i vertici dell’ente, che non bastano però a far marciare il parco con mezzi propri. Quando si annunciava una disastrosa Caporetto è arrivata la stampella regionale da un milione di euro. Ma è ovvio che non si potrà contare in eterno sulle sovvenzioni pubbliche.
di (a. a.)