pubblicato da L'Unione Sarda il 24 settembre 2007
Saline, guerra di perizie per il palazzo della discordia
Si discute sulla distanza tra l’edificio e le saline: gli ambientalisti sostengono che ci siano meno di cento metri e che, dunque, l’area è vincolata. «Ci siamo rifatti alle carte del Ppr», ribatte l’impresario.
Quel cartello non lascia spazio a molti dubbi: "Vendesi rifinitissimi appartamenti", annuncia il cartellone davanti alla villetta di via Isola Gallinara. Quell’edificio ha le ore contate (sono stati già tolti gli infissi esterni ed è stata realizzata una stradina che consenta lo svolgimento dei lavori): sarà demolito in tempi brevi per fare spazio a una palazzina di cinque piani più l’attico.
LA GUERRA. E la guerra tra la "Progetto casa immobiliare", l’impresa che costruirà la palazzina, e gli oppositori si fa sempre più aspra. I vicini di casa (quasi tutti residenti in villette) e alcune associazioni ambientaliste non vogliono quell’edificio. Deturperebbe, secondo l’accusa, lo skyline della zona. Ma, soprattutto, sarebbe troppo vicino alle saline: quell’area, sostengono vicini e ambientalisti, è sottoposta a vincolo in quanto le saline vanno considerate, secondo il Piano paesaggistico regionale, "beni identitari".
LE PERIZIE. Lo scontro si combatte, appunto, sulla distanza che esiste tra il nuovo edificio e le saline. Per ottenere la concessione edilizia (rilasciata lo scorso 4 luglio), la "Progetto casa immobiliare" ha presentato, tra gli altri documenti, la perizia giurata di Alex Fois: secondo lo studio dello specialista, la distanza inferiore tra l’edificio e le saline è di 101,25 metri, dunque, circa un metro oltre i limiti imposti dai vincoli. Alla perizia di Fois, gli ambientalisti (in particolare, Legambiente) ne oppongono un’altra realizzata da Giuseppe Portoghese: il calcolo individua, invece, una distanza massima di 84,09 metri. Prendendo anche in considerazione eventuali margini di errore tra le due misurazioni (più o meno, cinque metri), c’è una differenza di circa dodici metri tra una perizia e l’altra.
LE DUE PARTI. Una guerra senza esclusione di colpi: Legambiente è intenzionata a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. La differenza di 12 metri, si legge, è stata ottenuta da Fois "allargando lo spazio esistente tra la canaletta di alimentazione delle saline ed il canale navigabile grazie a una translazione delle vasche salanti". Un’accusa che l’impresario Franco Cardia respinge sdegnosamente. «La concessione», afferma, «ci è stata rilasciata perché abbiamo utilizzato le mappe cartacee ufficiali del Ppr: risulta sempre una distanza superiore ai cento metri. Credo che nessuno possa mettere in discussione quelle carte».
di (mar. co.)