pubblicato da La Nuova sardegna il 24 settembre 2004
Concorso di idee per il Poetto
CAGLIARI. Un concorso internazionale di idee per rimediare alla distruzione del Poetto compiuta dall'amministrazione provinciale guidata da Sandro Balletto: è la proposta lanciata dal docente di geologia ambientale Felice Di Gregorio e accolta immediatamente dall'assessore regionale all'ambiente Tonino Dessì. Prima però si dovrà studiare e valutare quanto è stato fatto sulla spiaggia cagliaritana, un compito che Dessì affiderà a una commissione tecnico-scientifica da nominare di qui a breve. Dai consiglieri comunali Piero Comandini e Marco Espa e dal consigliere provinciale Ignazio Congiu la proposta di riportare un governo unico sul Poetto per evitare in futuro nuove iniziative devastanti e quello 'spezzatino' di progetti che rende il litorale disordinato e ancora lontanissimo da una gestione equilibrata.
La sostanza dell'incontro 'Il Poetto, che casotto' organizzato dalla sezione cagliaritana di 'Progetto Sardegna' - coordinata da Luigi Sotgiu - è in questi intenti, per ora solo annunciati. Ma la folla accorsa al Lazzaretto e i toni della polemica scatenata dalle parole del presidente della Provincia Sandro Balletto confermano quanto sia difficile per i cagliaritani digerire il danno arrecato alla spiaggia storica della città. Balletto - che accettando l'invito di Sotgiu ha mostrato un apprezzabile coraggio, il sindaco Emilio Floris è stato trattenuto da precedenti (o forse susseguenti) impegni - ha incassato con un forzato sorriso le critiche piovute a dirotto sulla propria amministrazione: prima Gianluigi Gessa, poi soprattutto lo straordinario attore Elio Turno Arthemalle, che ha interpretato un brillante servizio della giornalista Maria Francesca Chiappe scaricando sul presidente della Provincia e sui suoi collaboratori due anni di dichiarazioni pubbliche rassicuranti sull'esito del ripascimento. Poi anche il celebre opuscolo ("un capolavoro del genere fantasy" l'ha definito Arthemalle) dove si affermava, con tanto di supporti scientifici, che la sabbia grigia sarebbe presto sbiancata. Cose che rilette oggi diventano un testo ideale proprio per un attore comico come Arthemalle.
Meno divertenti ma più realistiche le ricostruzioni del caso-ripascimento proposte dal giornalista Roberto Paracchini ("l'errore è stato non tener conto del fatto che il Poetto è un sistema complesso e che quindi non si poteva sapere come avrebbe reagito all'intervento") e del ricercatore Di Gregorio, che lanciando la soluzione del concorso d'idee per rimediare al disastro, ha chiesto più attenzione sulla scelta degli esperti: "Altrove - ha detto il docente - a Lignano Sabbiadoro come a Jesolo, in Liguria e in altri siti, le amministrazioni hanno respinto interventi che modificassero le condizioni storiche delle spiagge e i ripascimenti sono stati compiuti con esiti gradevoli". Non a Cagliari, dove nonostante il progetto prevedesse un intervento graduale, da realizzare nell'arco di due anni, la giunta Balletto ha scelto la via della fretta: quindici giorni per aprire e chiudere il cantiere. In realtà - ha ricordato Piero Comandini - il ripascimento doveva essere fatto con grande prudenza "per evitare, com'è avvenuto, che la medicina fosse peggiore del male".
Balletto ha riprovato a scaricare le responsabilità sull'amministrazione provinciale precedente, quella di centro-sinistra, prendendosi una bordata di fischi e di dissenso. Dopo aver dato del cafone a chi gli impediva di leggere documenti e delibere, ha disperatamente ignorato ogni ricorso alla verità storica, dimenticando che fu proprio lui - insieme alla giunta comunale allora guidata da Mariano Delogu - a far inserire nel capitolato d'appalto l'opzione della sabbia marina: la giunta Scano voleva quella di cava. Gliel'ha ricordato Ignazio Congiu ("ai cittadini bisogna dire la verità") ma soprattutto un uditorio per nulla disposto a farsi ingannare. Una cosa è emersa chiaramente: dopo i depliant taroccati e le panzane zironiane, Balletto ha ammesso che il ripascimento è stato realizzato male. Quindi - ha proposto - è necessario trovare i fondi per un nuovo intervento riparatore: "Ma solo - ha detto - se ci sarà condivisione". Fortuna, per i cagliaritani, che la giunta Balletto dovrà farsi da parte: l'assessore Dessì, annunciando la nomina di una commissione scientifica, ha chiarito che per il prossimo intervento la Regione sceglierà una strada diversa. Basta improvvisazione e fretta: "Saranno fatti studi e ricerche scientifiche - ha spiegato - perchè si possa arrivare al recupero dell'intero sistema Poetto, Saline e Molentargius, in previsione di un'autorità unica di governo che sovrintenda anche alla gestione e all'uso della spiaggia. Il Poetto è un ambiente da usare con equilibrio, oggi il disordine è eccessivo". Fin d'ora però la Regione ("mi ha sorpreso l'assenza di ruolo e di controllo, durante e dopo i lavori" ha detto Dessì) riacquisterà il suo potere di vigilanza e di verifica. Come dire: cara Provincia basta, hai già fatto abbastanza danni.
In un incontro utilissimo ma un po' troppo affollato di relatori hanno parlato anche il responsabile di Legambiente Vincenzo Tiana, quello del Gruppo di intervento giuridico Stefano Deliperi, il rappresentante del Wwf Giorgio Spiga e il consigliere comunale diessino Paolo Frau. A tarda sera, il dibattito col pubblico era ancora in corso.
di Mauro Lissia