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pubblicato da La Nuova Sardegna il 24 aprile 2002

Sabbia scura, il giallo dei due progetti


Dibattito in consiglio provinciale sul Poetto
La minoranza: "Sul ripascimento troppi misteri"

CAGLIARI. Il giallo dei due progetti. Sul ripascimento della sabbia del Poetto c'erano due piani di intervento: uno proveniente dalla prima fase, quella gestita dalla Giunta provinciale Scano e in vigore anche durante la prima fase della Giunta di centro destra di Balletto; l'altro, nato dopo la mareggiata che aveva sconvolto la spiaggia del 10-11 novembre. Questo è quanto afferma Marina Valdes (Margherita), a cui si aggiungono le denunce di Giacomo Guadagnini (Ds, già assessore provinciale ai Lavori pubblici, iniziatore del progetto di ripascimento), che lamenta la non applicazione del capitolato d'appalto. Problemi affrontati ieri in consiglio provinciale con un'assemblea di dibattito politico sull'intervento per il Poetto. La maggioranza (Mauro Contini, capo gruppo di Forza Italia) ha sostenuto che la questione Poetto non deve essere strumentalizzata, e ha ricodato che l'assessore Renzo Zirone (ai Lavori pubblici) si è trovato un progetto già pronto e appaltato. Mentre era urgente un intervento sulla spiaggia in quanto fortemente disastrata. La possibilità di utilizzo anche della sabbia di mare era stata inserita su richiesta del Comune di Cagliari. Inoltre la maggioranza (Ernesto Curreli, An) ha anche avanzato il sospetto che per la sabbia di cava (prevista inzialmente come unica opzione) fossero già pronti accordi co i proprietari di cava e con i trasportatori. Il giallo dei due progetti è stato affrontato anche da Giovanni Luxoro (Socialisti democratici) che ha inforamto che "si dice" che il progetto sia stato modificato, "ma chi lo ha cambiato?". Sull'argomento Guadagnini ha sottolineato che "per cambiare un progetto" e quindi il capitolato d'appalto, "va fatta una perizia in corso d'opera". Insomma: il capitolato d'appalto (ovvero le indicazioni a cui doveva attenersi l'impresa nel corso del ripascimento) erano quelle previste inizialmente. Ma "allora perchè - si è domandato Guadagnini - questo non è stato applicato?". Si è detto, ha continauto l'ex assessore, che entro un anno tutto ridiventerà come prima, "ma le indicazioni contenute nell'appalto dicevano che il colore doveva essere subito, oggi e non domani, chiaro e la granulometria non superiore a un millimetro". Ma che cosa è capitato? Secondo Valdes il progetto venne effettivamente cambiato "nel giro di una decina di giorni", subito dopo la mareggiata del 10-11 novembre. Tutti i parametri precedenti vennero modificati: dalla granulometria al colore. In più Valdes ha avanzato il sospetto che il prelievo della sabbia non sia stato fatto solo nel luogo indicato, visto che esiste una richeista dell'impresa (del 15 marzo) in cui si affermava di aver quasi esaurito la sabbia dell'area indicata. Dalla maggioranza una critica (Contini) alla "mancanza di comunicazione preventiva dell'opinione pubblica" su come sarebbe avvenuto l'appalto. Aspetto, questo, sottolineato anche da Guadagnini che ha dato atto all'assessore Zirone di aver riconosciuto il ruolo della precedente Giunta nell'avvio del progetto. Un invito alla modestia e al dubbio è stato avanzato da Antonino Cocco (Capo grupo di Rifondazione) e sottolineata la complessità del problema delle posidonie. Un invito, invece, a dare fiducia ai tecnici è stato fatto da Ernesto Curreli (An) che ha anche spiegato il perchè della scelta della sabbia di mare.