pubblicato da La Nuova Sardegna il 24 marzo 2002
Da domani comincerà la seconda fase del progetto
«grigliamento» e «pettinatura» del nuovo lungomare
Nel ventre della draga, ultimo giorno di ripascimento
CAGLIARI. Le parole svaniscono. Nel ventre dell'Antigoon regna il rumore. In uno dei
saloni un groviglio di immensi tubi raccontano che la sabbia raccolta a circa
tre miglia di distanza e 40 metri di profondità, vengono filtrate e smistate,
e solo dopo «sparate» sulla spiaggia. In occasione del penultimo giorno di lavoro
in Sardegna dell'Antigoon, l'amministrazione provinciale ha effettuato un sopralluogo
con i giornalisti a bordo della draga belga, che costa 130 mila euro al giorno.
La nave, quando è operativa, effettua in media quattro viaggi al giorno:
dalla zona di dragaggio della sabbia, sino al collegamento con il tubo,
lungo un chilometro, che «spara» a terra la sabbia. Ogni carico è stato di
6.400 metri cubi di sabbia, per un totale giornaliero di oltre 25mila.
Oggi la nave-draga Antigoon (che opera con 33 persone a bordo) lascerà
il golfo di Cagliari per raggiungere Ischia, dove verrà effettuato un
intervento, più o meno analogo, su una delle spiagge dell'isola campana.
Con l'immissione della sabbia all'altezza dell'inizio di Marina piccola,
termina la prima fase del ripascimento. Da domani il progetto continua
con le operazioni di grigliatura e pettinatura del lungomare: per
eliminare le granulometrie più grosse «sparate» sulla riva. Nei
giorni successivi, inoltre, parte della nuova sabbia sarà spostata
verso il mare per ricreare la gradualità nella profondità. Durante
la visita alla nave, il presidente della Provincia, Sandro Balletto,
e l'assesore competente ai Lavori pubblici, Renzo Zirone, hanno ribadito
che tutto procede come previsto. E precisato che l'azione dell'aria e
del mare ridarà ai cagliaritani il loro lungomare, bianco come prima.
«Non è stata utilizzata la sabbia di cava _ ha precisato il presidente
Balletto _ perchè avrebbe comportato un forte impatto ambientale: per
trasportare 350mila metri cubi di sabbia, ci sarebbero voluti circa
50mila viaggi». Oltre al fatto «che la sabbia di cava _ ha aggiunto
l'assessore Zirone _ si sarebbe dovuta lavare per filtrarla dall'argilla,
come hanno spiegato i tecnici». Ma il rapporto tra apparenza (quello che
si vede) e realtà (quello che diventerà la sabbia, secondo i ricercatori
consultati dalla Provincia) non è facile. E la paura continua a diffondersi
tra la popolazione. Il Poetto è diventato oggetto di dibattito per le strade,
nei luoghi di lavoro e tra le famiglie. E oggetto di forte contrasto
politico: sia tra centro destra e centro sinistra, che all'interno
dello stesso centro destra. Le polemiche continuano perchè in questo
momento la finissima sabbia bianca non c'è. E non basta, a superare
lo choc, sapere che quella sabbia ritornerà. Col ripascimento, la linea
di riva è stata aumentata, in media, di una cinquantina di metri (in
alcuni punti anche settanta): una ventina in più di quelli testimoniati
dalla cartografia (della Raf) costruita tramite le foto aeree scattate
dagli americani prima e dopo i bombardamenti del '43. Nel primo e nel
secondo anno però, ha spiegato Paolo Orrù (docente di geomorfologia e
consulente della Provincia), l'assestamento della spiaggia farà
nuovamente arretrare da 15 a 20 metri la linea di riva. Come
accennato, però, sono molti i cagliaritani che non credono che
la sabbia tornerà come prima: sia nel colore che nella granulometria.
Tra questi anche il gruppo consiliare della Margherita che chiama
i cittadini alla mobilitazione in difesa della loro spiaggia del
Poetto.
di R. P.