pubblicato da Il Sardegna il 23 dicembre 2009
Nessuna condanna per il Poetto, il disastro resta senza colpevoli
Tribunale. L'ex assessore Zirone e altri sette imputati "salvati" dalla prescrizione nel processo d'Appello
Più ineluttabile dell'erosione
del Poetto bianco è stata la
prescrizione. Una mannaia sul
processo per il disastroso ripascimento:
non ci sono colpevoli,
anche se non c'è la prova evidente
dell'innocenza. Eppure
chi conosceva le dune soffici il
suo verdetto lo ha emesso da
tempo anche perch.. se i reati sono
decaduti per effetto del tempo
decorso dalla loro consumazione,
una cosa è certa. La Corte
d'Appello ha stabilito che l'ex
assessore provinciale Renzo Zirone
e altri quattro imputati devono
pagare per il danneggiamento
della spiaggia dei cagliaritani.
C'è solo da stabilire
quanto l'allora responsabile dei
Lavori pubblici della Giunta di
Sandro Balletto e gli altri tecnici,
dovranno risarcire a Demanio,
Regione, Comune di Quartu
e Cagliari, ambientalisti, per
aver deturpato - nel marzo 2002
- la sabbia cipriata. Se i reati sono
stati dichiarati estinti, sull'esistenza
del danno i giudici non
hanno sconfessato i colleghi di
primo grado. Questo dice il verdetto
emesso ieri alle 9,57 - dopo
una breve camera di consiglio -
dalla Corte presieduta da Michele
Iacono. Un verdetto che
annulla le condanne di primo
grado inflitte il 4 luglio 2008,
quando Zirone era stato dichiarato
colpevole di abuso d'ufficio
e danneggiamento, per non
aver bloccato il gettito di sabbia
nera mista a ciottoli sputato dall'idrovora
Antigoon. Sembrava
giusto così, prima che i due anni
e otto mesi venissero spazzati
via dalla prescrizione. Il calcolo
è semplice: i giudici di secondo
grado hanno ritenuto che il
danneggiamento sia stato commesso
nel periodo intercorso
tra lo sversamento della sabbia
nera e la consegna del "cantiere", risalente al 30 aprile 2002.
Da allora sono trascorsi più di
sette anni e mezzo: il tempo che
il legislatore concede alla Giustizia
per perseguire reati del
genere. Risultato: erano estinti
al primo novembre scorso. Lo
sapevano gli avvocati (ci avevano
puntato il difensore di ..irone,
Luigi Concas, quello di Piergiorgio
Baita, Francesco Atzori)
lo aveva ammesso il procuratore
generale Alessandra Pelagatti,
ma solo riguardo ai falsi contestati
alla commissione di monitoraggio.
Per questo, fermo
restando l'impianto accusatorio
dei pm di primo grado Daniele
Caria e Guido Pani, quei
reati sono finiti nel cono d'ombra
della prescrizione. Zirone
non si è presentato davanti ai
giudici, il suo legale lo ha informato
al telefono. Soddisfatti a
metà Salvatore Casula e Domenico
Cabriolu, difensori del responsabile
del procedimento,
Lorenzo Mulas, convinti che
nessuno abbia mai voluto danneggiare
il Poetto, per nessuna
ragione al mondo. Mulas e Piergiorgio
Baita, rappresentante
legale della Ati Mantovani-Sidra-Gavassino, esecutrice dei
lavori, erano stati condannati a
2 anni. Stesso discorso sostenuto
da Andrea Pogliani e Riccardo
Floris, difensori dei direttori
dei lavori Andrea Gardu e Salvatore
Pistis, in primo grado destinatari
della pena più alta: tre
anni senza attenuanti. Tutto
prescritto, pure per loro. Ma dovranno
risarcire Comune di Cagliari
(tutelato da Giudo Manca-Bitti) di Quartu (legale Carlo
Augusto Melis), Regione, ministero
dell'Ambiente, WWF, Legambiente,
Gruppo di Intervento
Giuridico e Amici della Terra.
Sollevati da reati e risarcimento
Andrea Atzeni, Paolo Orrù, Giovanni
Serra, della commissione
di monitoraggio.
di Elena Laudante