pubblicato da La Nuova Sardegna il 23 dicembre 2003
Molentargius, pressing per firmare lo statuto
Sulla gestione un accordo lontano mentre l’assessore all’Ambiente Pani insiste per il commissariamento
QUARTU. Tutti d’accordo sul Molentargius: si deve firmare lo statuto del consorzio di gestione per sbloccare un parco fermo da quattro anni. Lo hanno ribadito ambientalisti, studiosi di botanica e amministratori nel convegno organizzato al Setar dal Cisna (Centro studi del lavoro e dell’economia sarda), «Molentargius e area vasta, prospettive di sviluppo e di lavoro». Una marea di buone intenzioni, relazioni sulle chance di sviluppo turistico, ma l’ultima parola spetta a comuni, provincia e regione. Tra i partecipanti c’era anche l’assessore regionale all’ambiente Emilio Pani. Ed è stato proprio lui a ricordare l’ultimo atto della storia infinita del parco: «Stiamo facendo il possibile per accelerare i tempi - ha detto - proprio la scorsa settimana il consiglio regionale ha preso in esame la mia proposta di modificare alcune norme relative alla gestione delle aree protette». L’obiettivo è quello di ottenere il lasciapassare per il commissariamento del parco: un provvedimento minacciato da almeno un anno. Ma mai messo in pratica. Anche perché la legge, ora come ora, non dà all’assessore regionale il potere di commissariare alcunché. Di mezzo c’è anche la crisi alla Regione: l’emendamento che potrebbe sbloccare la situazione è in stato di stallo in attesa di tempi - e soprattutto numeri - migliori. Un problema. Il Molentargius non può partire dall’alto, ma neanche dal basso: i comuni devono ancora trovare l’accordo definitivo sullo statuto. Ci stanno provando - e ci sono quasi riusciti - insieme Cagliari e Quartu: dopo aver trovato l’intesa a due i comuni proprietari della fetta più grossa del parco ora stanno tentando di coinvolgere anche Quartucciu, Selargius e Provincia. Ce l’hanno quasi fatta con Quartucciu, mentre il vero problema riguarda Selargius. Anche venerdì il sindaco Mario Sau ha ribadito quello che già si era capito dalla pesante assenza alle riunioni dell’ultima settimana del presidente della commissione ambiente Franco Pili: Molentargius sì, a patto che si rispettino diritti, esigenze e ambizioni di chi non è grande come Cagliari e Quartu. Per il momento il palazzo di piazza Cellarium non partecipa alle trattative per la definizione dello statuto del parco: poi si vedrà. Altre voci fuori dal coro. «È sempre importante parlare di Molentargius - ha detto l’ex presidente del consiglio comunale di Quartu Tonino Dessì - ma ormai abbiamo perso il conto del numero dei convegni organizzati per discutere di parchi e area umida». Più duro Tonio Lai, che è il capogruppo dei Ds a Quartu: «Il Molentargius non parte? - ha detto - evidentemente c’è qualcuno che non ha alcun interesse a far partire l’oasi». Più ottimista Lucio Torru, consigliere comunale in via Porcu e moderatore al convegno di venerdì: «Anche le parole sono importanti - ha detto - servono se non altro a rompere il muro del silenzio he riguarda questo argomento».
di Stefano Ambu