Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 23 novembre 2002

Molentargius, arrivano le sentinelle ambientali


Nessuna fuga in avanti verso il consorzio ma un doveroso atto di tutela della laguna

CAGLIARI. E' come "un contributo in conto capitale" al consorzio che verrà: il comando stazione dei forestali deliberato apposta per lo stagno di Molentargius è un atto dovuto nei confronti dell'ecosistema che una legge regionale nel 1999 ha definito parco ma non "mortifica nessuna delle scelte successive". Messaggio chiaro della Regione ai comuni che, ancora, non hanno formato il consorzio di gestione: non ci sono ipoteche né tentativi di controllo sulla laguna, se i comuni consorziati penseranno che lo stagno sarà meglio vigilato con le guardie municipali "potranno interloquire con la Regione" e aggiustarsi come riterranno utile. Ma c'è da scommettere che neppure il consorzio più litigioso rinuncerà ai forestali per difendere i delicati equilibri ambientali di uno stagno rimasto naturalissimo nonostante cemento e inquinamento. "Alla persistenti violazioni delle norme di tutela dello stagno _ spiegano all'ufficio di gabinetto dell'assessorato regionale all'ambiente _ si è rimediato attraverso direttive al corpo forestale che, nel periodo della cova, mandava un contingente. Lo si è fatto per due anni di seguito ed è emerso che la presenza permanente è il modello organizzativo ideale per le esigenze di tutela".
A proposito: il consorzio quanto ci metterà per formarsi e funzionare? L'assessore regionale all'ambiente non più tardi di un mese fa ha detto: quando saranno finiti i lavori presi in carico dalla Regione non potrà passare un giorno senza che ci sia una gestione fisica dei beni e delle opere perché non potranno non esserci danni materiali ed erariali se la gestione attiva non si farà. L'assessore ha annunciato anche le eventuali conseguenze dell'inerzia altrui: chiederà che venga modificata la legge sul parco perché si possa spedire un commissario. Certo, sarebbe una sconfitta istituzionale, ma pazienza: non si possono mandare in malora opere fatte e attese di lavoro connesse con la vita e lo sviluppo dell'ecosistema. Nella legge istitutiva del parco (dicono gli ambientalisti) è previsto che la Regione prenda in mano la situazione se non si arrivasse al consorzio: ma secondo l'assessore (e non solo secondo lui), la legge prevede una soluzione non spendibile nel caso in cui al consorzio non si arrivasse per inerzia degli enti. I lavori nella laguna dovrebbe durare ancora per tutto l'arco del 2003: basterà per costruire il consorzio? L'assessore provinciale all'ambiente Gianluca Grosso spiega: "Tra breve in consiglio provinciale sarà discussa l'approvazione dello statuto e del regolamento che sono il risultato dell'accordo di maggio con i comuni". E i comuni? Qui sta il punto: c'era un problema di preminenze che, per esempio Cagliari, voleva assicurare a se. E da Cagliari e Quartu arriva un comunicato che sembra un avvertimento. Oppure "un auspicio", come dice l'assessore Grosso. Il comunicato: "L'insediamento del consorzio per la gestione del Molentargius costituisce uno dei passaggi più importanti in direzione di una doverosa tutela del compendio, di un rilancio in termini turistici della zona e più in generale di Cagliari e di Quartu. Proprio per l'importanza che le zone umide rivestono per le due città, la determinazione dell'organismo di gestione deve tenere conto di una serie di elementi, essenziali per un buon avvio e un altrettanto felice prosecuzione dell'iniziativa. Anzitutto l'apporto diversificato dei vari comuni interessati che vede Cagliari e Quartu in posizioni di preminenza per ovvie ragioni di carattere geografico. In secondo luogo la consapevolezza che il compendio, facendo parte integrante dei comuni interessati, non può essere sottratto alla loro gestione o affidato con motivazioni pretestuose a soggetti estranei ai governi cittadini determinati con delega popolare".
di A. S.