pubblicato da La Nuova Sardegna il 23 luglio 2004
Altre quattro ore di terrore
L’incendio doloso ha distrutto un capannone e cinquanta pini
CAGLIARI. Brucia ancora il Molentargius, in quello che dovrebbe essere un parco. L’ennesimo assalto all’area umida ieri pomeriggio ha rischiato di trasformarsi in tragedia: le fiamme, mentre volontari e vigili del fuoco erano impegnati a domare il rogo, stavano per far esplodere una bombola di Gpl custodita in un vecchio capannone. L’incendio è scoppiato intorno alle 14.50 all’ingresso del Molentargius, a duecento metri dal ponte che porta a Medau Su Cramu. Le fiamme hanno subito attaccato un vecchio capannone abbandonato, in cui, fra alcuni giorni, sarebbero dovuti iniziare i lavori di ristrutturazione per la realizzazione di un maneggio. C’era del legname dentro e anche una bombola da sessantacinque chilogrammi di Gpl: i pompieri sono riusciti a evitare che scoppiasse rovesciando sul capannone quarantamila litri d’acqua. Le fiamme però si sono allargate a un terreno adiacente sistemato a prato verde: il proprietario aveva piantato anche una cinquantina di pini. L’incendio ha distrutto quasi tutto, sistema d’irrigazione compreso. Per spegenere gli ultimi focolai ci sono volute quattro ore. Alla fine non è rimasto altro che fare la conta dei danni: la fiamme hanno colpito un’area di settemila metri quadrati. L’incendio è quasi sicuramente doloso: dall’inizio dell’estate i roghi nell’area del parco sono stati più di dieci. L’ultimo è scoppiato due settimane fa al confine tra Cagliari e Quartu. Sette giorni prima il rogo aveva coinvolto anche una torretta di avvistamento per il birdwatching. È la solita storia: Molentargius, diventato parco regionale con una legge del 1999, continua a rimanere senza consorzio di gestione. E quindi senza controllo. Gli unici che fanno la guardia sono i vigilantes dell’Ente Foreste e i volontari della Paff (protezione ambiente flora e fauna): pochi mezzi e pochi uomini per un’area così vasta.
di Stefano Ambu