pubblicato da La Nuova Sardegna il 23 maggio 2002
Molentargius. Il ministro non sa degli abusi
Risposta di circostanza in aula: "Ci pensi la Regione"
CAGLIARI. Molentargius: il futuro è nelle mani della Regione. Lo dice il ministro all'Ambiente Altero Matteoli, rispondendo all'interrogazione presentata dal deputato del centrosinistra, Valter Realacci. "Alla Regione _ si legge nel documento _ sono stati trasferiti tutti i poteri per la realizzazione del programma di salvaguardia del litorale e delle zone umide dell'area metropolitana cagliaritana. La Regione ha preso il posto dello Stato e ha anche le necessarie risorse finanziarie". Nella risposta, però, non c'è traccia di come risolvere il problema dell'abusivismo: Realacci chiedeva di conoscere come il ministero voleva fermare villette senza concessione e discariche abusive.
Il caso abusivismo riguarda soprattutto la zona di Medau su Cramu, al confine tra Cagliari e Quartu: quasi duecento i casi più che sospetti e fra questi anche il cantiere messo su dal fratello del presidente della Regione. Inutili, finora, oltre l'interrogazione di Realacci, sono state le proteste del Wwf, degli Amici della Terra e del Gruppo di intervento giuridico: anche Matteoli, ha risposto glissando. Intanto si rinforzano, dopo il rogo al canneto nella zona di via Turati a Quartu, le misure di precauzione antincendio: ma i mezzi di controlo continuano a essere insufficienti. Anche perché i Comuni, spesso, non aiutano: nel bilancio 2002 di Quartu, ad esempio, non sarebbero stati previsti interventi finalizzati alla salvaguardia di Molentargius. E allora si va avanti col volontariato: da due mesi è ripresa l'attività del Paff, un'associazione che si occupa di protezione di flora e fauna. Dà una mano anche il Corpo forestale: ma la superficie del parco è immensa e i mezzi sono pochi. La soluzione è il comitato di gestione del parco: un organo in grado di coordinare tutte le iniziative che riguardano non solo la protezione, ma anche la promozione, dell'area umida. Dopo il passaggio del Demanio alla Regione, un altro passo avanti si è fatto grazie all'accordo tra Cagliari, Quartu, Selargius e Quartucciu sulla ripartizione delle quote. Ma ancora ci sono insidie di non poco conto: qualche problema sulla esatta perimetrazione del parco, sul ruolo delle associazioni ambientaliste nella gestione e sulla possibilità di realizzare nell'area umida strutture ricettive.
di Stefano Ambu