Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 23 aprile 2005

Molentargius deve rivivere


La Sardegna dei parchi (voluti e non voluti) si è arricchita di un'altra oasi naturalistica. Non è la montagna affascinante e lontana del Gennargentu e neppure una delle riserve marine dal mare blu e incontaminato. Questa volta i vincoli ecologici sono caduti su una vasta area compresa tra Cagliari e i centri dell'hinterland, ad alta densità demografica e urbanistica. Quindi a rischio continuo di inquinamento e devastazione. Con l'accordo di costituzione del Consorzio tra Provincia e Comuni è nato ufficialmente il complesso naturalistico di Molentargius. I giornali hanno scritto giustamente che il parco, per cui le associazioni ambientaliste e gli stessi Comuni si sono battuti sin dagli anni Ottanta, finalmente può decollare. Di certo un primo importante risultato è stato raggiunto con il salvataggio dello stagno da possibili speculazioni. E da ogni tentazione di ripascimento in stile Poetto. Il futuro presidente dell'organo di governo del parco sarà eletto dall'assemblea dei cinque soci del Consorzio: il presidente della Provincia e i quattro sindaci (o loro delegati) dei Comuni che si affacciano sullo stagno (Cagliari, Quartu, Quartucciu, Selargius). Sin dalle prime mosse responsabilità chiare e definite, senza alibi per nessuno. Ma ora che c'è la scatola occorre subito riempirla di contenuti perché il sogno del parco tra la città e la spiaggia diventi realtà. L'assemblea dei cinque nominerà il Consiglio direttivo al quale spetterà il compito di scegliere il direttore, stabilire le regole di accesso ed uso dell'area ed elaborare il Piano di gestione sviluppando le attività economiche compatibili. Dalla ripresa della produzione del sale (auspicata da tutti ma sinora lettera morta) alla promozione di iniziative zootecniche, scientifiche, turistiche e sportive. Già si parla di trekking, passeggiate in bici e a cavallo, gite in canoa e bird-watching per osservare la meraviglia dei fenicotteri e delle tante specie rare che popolano Molentargius. Risolto il problema più impegnativo della realizzazione dei lavori di bonifica, se ne apre un altro non meno difficile. Chi e come gestirà il parco? Il Consorzio diventerà un altro posto di sottogoverno o di equilibri di geopolitica? Oppure sarà dato in mano a chi veramente ha competenze e titoli? Lo statuto su questo punto non lascia spazio ad equivoci: ad operare nel parco dovranno essere chiamati esperti di chiara fama. Siamo curiosi di vedere se in Sardegna esistano professionalità qualificate in grado di far vivere Molentargius. Di questi tempi è facile aspettarsi manager con la valigia, magari veneti con esperienze sul Po e nella laguna veneziana. Il futuro organo di governo dovrà affrontare anche la questione di Medau su Cramu, l'insediamento nato abusivo tra lo stagno e le saline. Settecento abitanti in attesa di un progetto che si integri col resto del parco. Non sarà facile, nonostante le rassicurazioni, trovare risposte soddisfacenti per tutti. Infine, come dicono gli inglesi, ma non ultimo, il problema degli investimenti. Nella scatola-parco la Regione (proprietaria dell'area) ha messo due milioni e 250 mila euro, tanto per iniziare. Ma per vivere bisognerà far partire tutte le possibili attività. E pare certo che si farà pagare un ticket d'ingresso. Da qualche parte, insomma, si dovranno trovare i soldi per gli stipendi e per finanziare gli investimenti. Una grande scommessa, ma anche un'occasione unica per Cagliari e l'hinterland. Questa volta non si può fallire.