Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 23 aprile 2005

Molentargius, il business è possibile


Quattro giorni fa un pullman granturismo ha scaricato cinquanta svedesi. Non turisti ma archeologi, botanici, ornitologi, professori universitari. La settimana scorsa erano arrivati i portoghesi, prima ancora i tedeschi. Antonio Conti, commissario del Parco, li ha seguiti con la sua jeep e ha fatto da guida. «Wonderful», esclamavano loro ogni volta che un fenicottero rosa o un cavaliere d'Italia quasi li sfiorava. Succede a Cagliari e in pochi altri posti al mondo, d'altronde. In nessun altro luogo, però, al centro della città. È il bello del Parco di Molentargius-Saline. Già: e poi? Bastano garzette, aironi, polli sultani, avocette ad attirare turisti? Molentargius, luogo sublime, sarà amato e usato dalla città? Che cosa si farà ora che c'è il consorzio? Produrrà reddito o assorbirà risorse pubbliche? Sarà un carrozzone? Il puntoChe cosa si farà nel dettaglio lo stabilità il Piano del Parco, un piano sovraordinato (comanda sulle altre norme) che sarà approvato dall'assemblea, cioè l'organo di indirizzo che deve nascere entro un mese ed è costituita da quattro sindaci e dal presidente della Provincia. Le attivitàQualcosa, però, si sa già. Si sa che per entrare nel parco si pagherà un biglietto tra cinque e dieci euro. Si sa che si potranno (in qualche caso si possono) fare passeggiate a cavallo (ci sono due centri ippici), percorrere il canale che lo attraversa in canoa, visitare l'orto botanico, far giocare i bambini sulle altalene. Oppure noleggiare una bici e fare il tour nei 1520 ettari, provare uno dei percorsi-vita, camminare o correre nei sentieri che collegano i laghetti da Cagliari a Quartu, visitare, quando ci sarà, il museo delle saline. O partecipare al tour guidato con l'auto elettrica. O alzarsi all'alba e appostarsi in una delle torrette a osservare il miracolo della natura. Dice, Antonio Conti, che «tutto questo sarà gestito in convenzione da associazioni e società private sotto il controllo degli organismo del parco». Posti di lavoro, quindi. «Con attività assolutamente sostenibili», precisa il commissario. E questa è la condizione. Il formaggio del parcoSvedesi e portoghesi sono impazziti quando, già inebriati dalla natura, hanno fatto tappa da uno dei tre pastori che vivono lì e hanno assaggiato il formaggio. Mmh, very tasty, urletti di giubilo. E un'idea: perché non dare un marchio al pecorino di Molentargius o al caprino del Parco? «È un'opportunità», conferma Conti. E anche questa è un'attività sostenibile. «Il parco c'è, costruiteci il business». Domanda: il parco «deve produrre risorse non assorbirne», come auspica Emilio Floris o natura e profitto sono incompatibili? Per Conti «una gestione in utile è un'utopia, anche se Molentargius dovrà produrre entrate». Intanto è già partita l'attività promozionale. Non pubblicità ma articoli su riviste specializzate. Poi saranno organizzati educational tour con giornalisti che restituiranno servizi su giornali e tv di tutto il mondo. Più avanti nel tempo le agenzie di viaggi venderanno Molentargius come Tharros o Nora. Un' attrazione in più, un altro luogo per cui vale la pena di venire a Cagliari: bagno al Poetto e tour del Parco, chissà. Lo stato attualeAttualmente è operativo un piano di gestione provvisoria. Che prevede, ad esempio, la vigilanza. Da gennaio, sei agenti per turno controllano il territorio. Ci sono i vigili urbani di Cagliari e Quartu, i rangers del corpo forestale, i volontari delle guardie zoofile. In questi giorni 12 militari in ferma breve della Brigata Sassari stanno finendo i corsi di formazione professionale. Opereranno a piedi e faranno da guida ai visitatori. La sede della vigilanza sarà nell' edificio ex sali potassici. I residentiGli abitanti di Medau su Cramu, circa 200 nel versante cagliaritano, hanno ottenuto un pass. Per ora non è obbligatorio per entrare al parco, «ma è meglio averlo», dice Conti. I vigili non fermano nessuno, «tranne chi va oltre 20 allora». Chi lo fa deve essere un pazzo, considerando lo stato delle strade, più simili a un percorso di guerra. «Dalla settimana prossima multeremo», avvisa il commissario. A proposito: che cosa può sperare chi ha casa lì. Conti dice che sono «ricucibili», cioè possono essere compatibili col parco. Sì, ma acqua, luce, strade, fogne, gas, glielo date? «Si farà tutto ciò che è ecocompatibile». Cioé quasi nulla.
di Fabio Manca