pubblicato da La Nuova sardegna il 23 aprile 2004
I soldi del Poetto tornano a Roma
CAGLIARI. La Provincia che piange miseria non è in grado di spendere i finanziamenti dello Stato. Ora è ufficiale: un terzo dei quasi quindici milioni di euro destinati dalla Protezione civile al progetto di risanamento del Poetto sono tornati a Roma. A rendere ufficiale una situazione che l'ex assessore provinciale ai lavori pubblici Giacomo Guadagnini aveva ampiamente anticipato sulla Nuova Sardegna del 9 aprile scorso è stato il consigliere della Margherita Remigio Cabras.
Ottenute dagli uffici le determinazioni dell'assessorato alla Viabilità, le ha trasmesse a tutte le testate giornalistiche con un breve commento: "Dopo il danno, la beffa". E una postilla: "Le dune si dovranno realizzare con fondi della Provincia". Seguono i documenti firmati dal dirigente Andrea Gardu e le cifre, che di commenti non hanno alcun bisogno: "Sull'importo complessivo dei lavori, pari a 14 milioni e 749 mila euro, e l'importo esecutivo di 9 milioni e 615 mila euro risulta un'economia di 5 milioni e 133 mila euro". In lire: quasi 11 miliardi, che non sono stati spesi. Quindi se ne vanno, tornano a Roma, saranno utilizzati per opere pubbliche in altre regioni d'Italia. Un vero naufragio per un'amministrazione che lamenta di continuo la riduzione dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato: stavolta i soldi c'erano ma all'assessorato ai lavori pubblici di Renzo Zirone, nessuno è stato in grado di progettarne l'impiego.
Ma tra i documenti diffusi da Cabras c'è dell'altro: il quadro economico riepilogativo. C'è tutta, centesimo per centesimo, l'operazione Poetto. La costruzione della nuova litoranea, il ripascimento, i correttivi e le integrazioni apportate al progetto nel corso dei lavori. C'è anche l'elenco dei creditori, a cominciare dall'associazione di imprese Mantovani, che incassa 6 milioni e 54 mila euro ma - questo fa parte di una controversia legale in corso - ne reclama altri nove per lavori extra disposti da Zirone. C'è il folto gruppo della direzione lavori e dei collaudatori: 67.139 euro per i professori Leopoldo Franco e Paolo Colantoni, 52 mila per il geometra Maria Cannas, 73 mila euro per il professor Italo Meloni, 31 mila euro per il geologo Antonello Gellon. Compaiono anche i compensi definitivi per il gruppo di monitoraggio, quello che ha 'monitorato' giorno dopo giorno la distruzione della spiaggia cagliaritana: quasi 26 mila euro a testa per Giovanni Serra, Luigi Aschieri e Andrea Atzeni. Poi ancora il gruppo operativo - cinque fra geologi ed esperti vari - e la sterminata massa di consulenti e consulenze, dove spiccano i 100 mila euro per l'istituto Circam dell'Università e i 25 mila euro per il giornalista pubblicista Giangiacomo Nieddu, amico personale di Zirone, autore degli opuscoli illustrativi dell'intervento.
Se un idraulico non ripara il vostro rubinetto torna a casa senza un soldo, nessun diritto per un lavoro malfatto. Qui no: sono stati pagati anche gli esperti che prima di arrendersi di fronte alla realtà hanno raccontato ai cagliaritani di una spiaggia grigia ma destinata a sbiancarsi nel giro di pochi mesi, poi di anni, poi mai più. Finora - l'inchiesta giudiziaria è in corso - non sono state individuate responsabilità penali per la devastazione della spiaggia, di contro la realizzazione del progetto è stata retribuita. Sempre a spese pubbliche è stato realizzato anche il taroccamento delle immagini, un libretto illustrato da foto del Poetto bianchissimo malgrado la realtà fosse del tutto diversa. Conti alla mano un terzo del finanziamento utilizzato - tre milioni e 560 mila euro - non è stato speso nei lavori ma in incombenze diverse. Questa è l'operazione-Poetto: i cagliaritani ora hanno tutti gli elementi per giudicare.
di M. L.