Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da La Nuova Sardegna il 23 gennaio 2004

Il nuovo parco tra accordi e litigi


Quartucciu e Selargius non hanno ancora firmato
CAGLIARI. L’ipotesi iniziale dei due comuni, Cagliari e Quartu, una volta raggiunta l’intesa sullo statuto, prevedeva il coinvolgimento anche di Quartucciu e di Selargius (gli altri due enti locali, oltre alla Provincia, titolari del futuro parco di Molentargius). Solo dopo i quattro Comuni avrebbero votato lo statuto, possibilmente tutti assieme. La «fuga in avanti» della Provincia, che ha approvato un suo statuto indipendentemente da quello su cui era stato trovato l’accordo tra Cagliari e Quartu, ha accelerato il tutto. «Per questo - precisa Paolo Frau, capo gruppo dei Ds e vice presidente della commissione Ambiente che ha lavorato assieme all’organismo analogo di Quartu, per trovare un accordo sul documento - si è deciso di dare una spinta in avanti». Così martedì gli articoli del regolamento sono stati approvati da Quartu e l’altro ieri da Cagliari. «In questo modo - ha continuato Frau - abbiamo voluto dare agli altri enti un segnale forte». «Non va dimenticato - continua Frau - che Cagliari e Quartu possiedono oltre il 99 per cento del territorio del parco. Il che significa che la loro posizione ha un peso e loro un ruolo importante». Quartucciu e Selargius, però, devono ancora essere coinvolti. «L’accelerazione della Provincia ha fatto saltare molte cose e frenato il rapporto con Quartucciu e Selargius. Ora c’è il fatto nuovo dell’approvazione da parte dei due Comuni maggiormente interessati: questo dovrebbe essere di stimolo per Quartucciu e Selargius. Di positivo c’è la dimostrazione che attraverso il coinvolgimento degli enti locali, alla fine si raggiunge l’obiettivo, altrimenti si finisce come per il parco del Gennargentu». Fuor di metafora, il problema della gestione del parco era (ed è) quello del ruolo e delle quote. Nello statuto votato, Cagliari e Quartu hanno il 45 per cento ciascuno, Quartucciu (su cui insiste una piccola parte di territorio) il 4 e Selargius e la Provincia (entrambi senza territorio) il 3 per cento. Poi vi sono gli organi di gestione. Nell’assemblea del consorzio, ad esempio, oltre ai quattro sindaci e al presidente della Provincia, vi sono anche dieci consiglieri comunali (cinque per Cagliari e altrettanti per Quartu). E nel consiglio direttivo siederanno tre componenti: oltre al presidente del Consorzio, due eletti dall’assemblea (il che signfica che saranno di Cagliari e Quartu). Nello statuto approvato dalla Provincia, invece, quest’ultima si è riservato il 5 per cento delle quote. Inoltre Quartucciu e Selargius hanno sempre detto che vogliono avere un «ruolo dignitoso». Insomma è possibile intuire qualche futuro dissidio... Come fare, quindi? «I due Comuni più grandi - sottolinea Anselmo Piras, capo gruppo di Forza Italia - hanno ora certamente la responsabilità di agire nei confronti degli altri a cui invieremo lo statuto da noi approvato. Se ci saranno questioni chiederemo l’intervento della Regione». E la Provincia? «È l’ente di coordinamento che non ha fatto alcun coordinamento: un fatto grave. Di certo noi non vogliamo la prevaricazione di nessuno, soprattutto se non ha un briciolo di territorio nel parco». «Certamente lo statuto andava votato - precisa Tonino Serra (Margherita) - c’è la necessità di far decollare il parco per non rischiare di disperdere un patrimonio naturalistico e una ricchezza per tutto il territorio». Durante l’approvazione vi sono stati alcuni problemi? «La questione era prevalentemente tecnica: la delibera presentata ieri era quella dell’ex commissario prefettizio, con lo statuto da lui approvato, totalmente riscritto, più lo schema di convenzione. Ma i problemi maggiori sono altri e riguardano alcuni aspetti dello statuto, come la composizione dell’assemblea che nasce da una lotta interna al centro destra: che ha portato a dieci consiglieri, più i sindaci. Il tutto per una questione di poltrone. Penso che quei dieci componenti in più siano illegittimi. Poi c’è la questione del comitato di consulenza scientifica, a mio parere pletorico e politicamente condizionabile». In questo momento, però, «bisogna guardare al futuro - spiega Piero Comandini, Socialisti uniti - la prima cosa: richiedere il voto di Quartucciu e Selargius. La seconda: impegnarsi per superare questo momento di scontro istituzionale con la Provincia. Occorre dare al più presto un governo al parco, passare dalla conflittualità alla progettualità».
di (r.p.)