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pubblicato da La Nuova Sardegna il 22 novembre 2002

I cantonieri spietrano il Poetto


Zirone: "Tutto a posto entro febbraio o rimando le ruspe"

CAGLIARI. C'è un ultimatum per il Poetto e a stabilirlo è il 'padre' dell'operazione-ripascimento, Renzo Zirone: entro febbraio la spiaggia dovrà essere pari alle attese, altrimenti la Provincia rimanderà sull'arenile le macchine e la prossima primavera ripartiranno i lavori di recupero. Nel frattempo Zirone ha deciso di liberare il litorale dalle pietre: quindici cantonieri hanno raccattato in questi giorni un camion di sassi e continueranno a lavorare per eliminare almeno quelli più superficiali. Senza spese, precisa l'assessore ai lavori pubblici: "Dobbiamo pagarli comunque, che operino al Poetto o altrove è indifferente".
Una cosa è certa: non potranno essere i cantonieri a riportare la spiaggia in condizioni accettabili. Basta dare un'occhiata in queste ore: la linea di riva è arretrata di parecchi metri già nei giorni successivi alle prime mareggiate autunnali. Gli acquitrini hanno trasformato l'arenile in una palude irregolare, in quello che resta si fa sempre più fatica a riconoscere il Poetto d'un tempo. Ma Zirone appare sereno: "Gli esperti mi hanno assicurato che tutto tornerà a posto entro gennaio-febbraio e io non ho alcun motivo per non fidarmi. Se ciò non dovesse avvenire, faremo in tempo a organizzare un nuovo intervento prima che la stagione estiva cominci". Il problema però potrebbero essere i soldi: "Non ci sono problemi _ garantisce l'assessore _ abbiamo 500 mila euro da versare all'impresa, più altri 500 mila in banca a titolo di fidejussione. Se un intervento dovesse rendersi indispensabile utilizzeremo queste risorse, più quelle che rientreranno dalla protezione civile per il ribasso d'asta. So che saranno suddivise con altre province, ma una parte arriverà anche alla nostra...". Paura di controversie legali? "Siamo pronti a far valere le nostre ragioni in qualsiasi sede _ ribatte Zirone _ se sarà necessario". A proposito di protezione civile: i tecnici della società di certificazione `Kpmg spa' hanno concluso ieri mattina un'accurata ispezione negli uffici dell'assessorato provinciale ai lavori pubblici. Niente a che vedere con le inchieste della Procura e della Corte dei Conti: un controllo normale _ tecnicamente si chiama controllo di secondo livello _ per verificare se i 15 milioni di euro del quadro comunitario di sostegno 1994-1999 assegnati alla Provincia sul progetto-Poetto sono stati spesi secondo le norme piuttosto severe stabilite dall'Unione Europea. Zirone è tranquillo anche su questo punto: "La Provincia ha speso esattamente quanto doveva spendere, basta leggere i rendiconti". Diverso il parere dell'Ati Mantovani, l'associazione di imprese che ha eseguito i lavori: ad oggi risultano riserve per circa sei milioni di euro. In sostanza l'impresa _ che ha già incassato circa cinque milioni e mezzo di euro _ sostiene di avere crediti nei confronti della Provincia a causa delle spese no previste nel capitolato d'appalto. La replica di Zirone: "Quello che conta non sono le domande, ma quello che noi risponderemo. Per esempio la Mantovani sostiene di aver dovuto affrontare spese maggiori a causa della fretta con cui è stato eseguito il ripascimento. E' vero che noi abbiamo chiesto di fare tutto in due mesi, perchè questo imponeva l'Unione Europea. Ma è vero che loro hanno risparmiato molti soldi proprio grazie a questo. L'uso della draga costava 75 mila euro al giorno, cui vanno aggiunte le giornate di lavoro pagate in meno ai 79 operai. Mi pare che ci abbiano guadagnato...". Fin qui l'assessore Zirone. Il suo più tenace avversario, il presidente della commissione di garanzia Remigio Cabras, prepara invece una nuova offensiva partendo proprio dai conti economici: "Mi pare che risultino riserve per sei milioni di euro causate dai ritardi accumulati nell'appalto dei lavori. Per esempio la draga a novembre si è fermata per un guasto, senza alcuna conseguenza per l'impresa. Poi i lavori, che dovevano essere realizzati in due anni come è previsto nell'appalto, si sono realizzati in due mesi. Mi pare che anche questo sia un costo diverso". Cabras lancia dunque una proposta, che non ha l'aria di essere una semplice provocazione: "La Provincia dovrebbe ingaggiare un pool di legali per costituirsi parte civile. L'amministrazione è una cosa, le persone che hanno preso le decisioni sull'operazione-Poetto sono altre. Sarebbe il caso di riflettere su questo problema, perchè le inchieste giudiziarie e della corte dei conti sono in corso e potrebbero esserci conseguenze sotto il profilo penale e civile".
di Mauro Lissia