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pubblicato da La Nuova Sardegna il 22 settembre 2005

Caso Poetto, ambientalisti parte civile


Le associazioni ai cittadini: «Aderite alla richiesta di risarcimento»

CAGLIARI. Il Gruppo di intervento giuridico, gli Amici della Terra e Legambiente si costituiranno parte civile al processo contro l’ex presidente della Provincia di Cagliari Sandro Balletto, l’ex assessore ai lavori pubblici Renzo Zirone e gli altri undici fra dirigenti, tecnici e imprenditori per i quali i pubblici ministeri Guido Pani e Daniele Caria hanno chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di aver contribuito a distruggere la spiaggia del Poetto con un intervento di ripascimento considerato disastroso. La sabbia candida del Poetto è stata sostituita con un materiale grigio e limaccioso, l’acqua limpida non esiste più così come la linea originale della spiaggia. Le tre associazioni ecologiste — fra le prime a denunciare l’incredibile sequenza di errori alla base del disastro — invitano i cittadini ad aderire alla richiesta di risarcimento, cui tutti gli ‘utenti’ della spiaggia storica hanno diritto. Il processo dovrebbe svolgersi entro la fine dell’anno, mentre è in corso un altro procedimento per danno erariale alla Corte dei Conti. Intanto arrivano le reazioni all’iniziativa della Procura della Repubblica: «I cagliaritani meritano di sapere quali responsabilità ci sono dietro l’incredibile vicenda del Poetto » ha detto Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita. Amara invece la dichiarazione del deputato verde Sauro Turroni, che seguì da vicino la vicenda: «C’è la richiesta di rinvio a giudizio, ma nessuno però potrà restituirci la spiaggia del Poetto che costoro hanno definitivamente distrutto con il loro scriteriato intervento di ripascimento». «La distruzione della spiaggia — ha sottolineato Turroni — provocata dalle idrovore, che hanno risucchiato materiali incompatibili con la bianchissima spiaggia del Poetto, avrebbe potuto essere bloccata in tempo. Ricordo a tutti che noi Verdi denunciammo immediatamente la questione, chiedendo che i lavori venissero interrotti per salvare il Poetto. Io personalmente portai campioni della sabbia al ministro Matteoli e feci diverse interrogazioni sul caso, ma il ministro restò inerte, come tutti gli altri, mentre avrebbe potuto immediatamente bloccare lo scempio. Voglio ricordare che l’allora presidente dellla Provincia mi denunciò perchè avevo rivelato che quanto scritto su un opuscoletto, stampato a spese del contribuente, volto a dimostrare che la sabbia del ripascimento sarebbe diventata bianca in breve tempo, era falso. Ora la richiesta di rinvio a giudizio riconosce, seppure tardivamente, le nostre ragioni, ma purtroppo — solttolinea Turroni — il danno provocato non è rimediabile ».