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pubblicato da L'Unione Sarda il 22 settembre 2005

Poetto, chiesti tredici rinvii a giudizio


Ripascimento. Dopo la chiusura dell’inchiesta avvenuta alla fine dello scorso maggio il gip dovrà decidere su Balletto, Zirone e altri 11 indagati

Da indagati si sono trasformati in imputati dopo che la Procura della Repubblica ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Tredici persone ritenute a vario titolo responsabili di danneggiamento aggravato, danno ambientale, falso ideologico e abuso d’ufficio. SOTTO ACCUSA. La vicenda è quella ben nota del disastroso ripascimento del Poetto, i primi nomi scritti nero su bianco nella richiesta firmata dai sostituti Daniele Caria e Guido Pani quelli altrettanto conosciuti di Sandro Balletto e Renzo Zirone. I due politici sono in buona compagnia: con loro compaiono il geologo funzionario del settore Viabilità della Provincia e direttore dei lavori Salvatore Pistis; il dirigente del settore Viabilità Andrea Gardu; il coordinatore del progetto di salvaguardia del litorale Lorenzo Mulas; il legale rappresentante dell’associazione d’imprese che ha eseguito i lavori Piergiorgio Baita; il dipendente della società “Si. dra. ” che si occupava delle operazioni di dragaggio e ripascimento da mare Daniele Defendi; i componenti della commissione scientifica di monitoraggio costituita presso l’assessorato ai Lavori pubblici Andrea Atzeni, Paolo Orrù, Giovanni Serra, Luigi Aschieri; il geologo Antonello Gellon, incaricato di effettuare le analisi sulla draga; Marcello Vacca della Sar. co. bit. esecutrice dei lavori. IL GUP. L’udienza preliminare non è stata ancora fissata, presumibilmente si terrà a dicembre o gennaio. La richiesta di rinvio a giudizio è arrivata alla fine di un iter preciso: al termine delle indagini il pubblico ministero, nel caso decida di non archiviare, notifica l’avviso di conclusione delle indagini all’indagato e ai suoi avvocati difensori. In assenza di richieste di archiviazione, come in questo caso, si presume che nel prosieguo del procedimento arriverà la richiesta di rinvio a giudizio. Da quel momento i difensori hanno venti giorni di tempo per presentare al magistrato eventuali memorie difensive o repliche: se non si presenta nulla (come è accaduto nel caso in questione) la situazione rimane invariata e il pm può decidere di esercitare l’azione penale. Esattamente quello che hanno fatto i sostituti Caria e Pani, depositando nella cancelleria del gup la richiesta di rinvio a giudizio insieme al fascicolo relativo alle indagini. LE ACCUSE. L’ex presidente della Provincia, secondo i magistrati, avrebbe dovuto fermare i lavori quando era ormai chiaro che il materiale riversato sull’arenile era incompatibile con la vecchia spiaggia. Anche la contestazione dell’abuso d’ufficio è legata alla mancata interruzione dei lavori che, per i magistrati, ha procurato alle imprese appaltatrici un profitto ingiusto (relativo a lavori che determinavano il deterioramento del litorale) consistito nel corrispettivo liquidato. Balletto deve difendersi poi dall’accusa di danno ambientale in concorso con l’ex assessore ai Lavori pubblici Renzo Zirone, tre tecnici della Provincia e due rappresentanti dell’impresa «per aver realizzato il ripascimento in totale difformità dell’autorizzazione ambientale». I componenti della commissione scientifica di monitoraggio avrebbero, a detta dei pm, «attestato falsamente la piena corrispondenza e la perfetta conformità tra i materiali riversati e le sabbie previste». Zirone, Gardu, Mulas e Marcello Vacca avrebbero inoltre «effettuato lo stoccaggio provvisorio di rifiuti derivanti dai lavori di pulizia della spiaggia in un’area già adibita al tiro a volo». A Gardu viene infine contestata la liquidazione delle spese per la messa in sicurezza della nuova strada del litorale: avrebbe commesso un falso ideologico attestando «la regolare esecuzione dei lavori nonostante fossero affatto ultimati e i “delineatori luminosi” fossero di dimensioni e numero inferiori alle previsioni contrattuali».

Legambiente si costituisce parte civile


«Finalmente verranno riconosciute le responsabilità dei danni al Poetto: Legambiente si costituirà parte civile nel procedimento»: lo ha annunciato il direttore generale dell’associazione, Francesco Ferrante, commentando la notizia delle richieste di rinvio a giudizio dei tredici indagati per il ripascimento di tre anni fa. «Speriamo che le indagini portino presto a fare luce su quello scempio», gli ha fatto eco Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita. «In tredici sono stati rinviati a giudizio, ma nessuno potrà restituirci la spiaggia del Poetto, definitivamente distrutta da uno scriteriato intervento di ripascimento», ha invece affermato il senatore dei Verdi Sauro Turroni, vicepresidente della commissione Ambiente: «La distruzione della spiaggia avrebbe potuto essere bloccata in tempo. Noi Verdi denunciammo immediatamente la questione, chiedendo che i lavori venissero interrotti. Personalmente portai campioni della sabbia a Matteoli e feci diverse interrogazioni sul caso, ma il ministro restò inerte, mentre avrebbe potuto bloccare lo scempio».