pubblicato da L'Unione Sarda il 22 settembre 2004
«Gravi irregolarità nelle sabbie utilizzate per il ripascimento»
Adesso la controversia tra l’amministrazione provinciale e la Mantovani spa (capogruppo dell’associazione temporanea d’imprese formata anche da Società italiana dragaggi e dalla Gavassino Cn), acquista toni sempre più aspri. La giunta Balletto ha infatti approvato una delibera con cui conferma l’incarico agli avvocati Stefano Ledda, Roberto Candio e Rodolfo Meloni per “la piena tutela giudiziaria dell’Amministrazione con riferimento ai nuovi fatti emersi nella vertenza Ati Mantovani e Provincia”. Gli avvocati, adesso, potranno nominare i loro consulenti per verificare esattamente cosa sia accaduto nella spiaggia del Poetto durante il cosiddetto ripascimento. Un’azione di difesa, insomma, contro l’Ati. Una strategia per prevenire eventuali prese di posizione dell’Ati-Mantovani. Nella delibera del 14 settembre scorso, si legge che «all’esito di alcuni sopralluoghi sull’arenile e sul fondale antistante il tratto di spiaggia su cui sono state eseguite le opere di ripascimento, sono emerse gravi anomalie delle opere eseguite dalla Ati Mantovani». Ancora: che «in particolare è stata evidenziata, sui siti ispezionati, la copiosa presenza di materiale pietroso non conforme alle specifiche di contratto». E infine, «che anche il colore torbido dell’acqua pare discendere dalle gravi irregolarità nelle caratteristiche delle sabbie utilizzare nella fase di ripascimento». Insomma, sabbia ”anomala”, rena pesante e ben differente da quella bianchissima e leggera che aveva per centinaia d’anni caratterizzato la grande spiaggia dei cagliaritani racchiusa tra Marina Piccola e il Margine Rosso. E poi ancora pietre, quei massi finiti sulla battigia e sul fondale marino a pochi passi dalla spiaggia, usciti evidentemente dalle bocche enormi della tubazioni che scaraventavano sul Poetto i materiali succhiati al largo. E poi infine, la torbidità dell’acqua, quel colore lattiginoso che ha mandato a farsi benedire, in poche settimane, quella trasparenza tipica del mare sardo. Poetto compreso. Ma che adesso non esiste più. «Finalmente la giunta provinciale riconosce che i lavori di ripascimento sono stati fatti male», taglia corto Remigio Cabras, esponente della Margherita e fino a ieri sera vicepresidente della commissione ambiente consiliare. «Quello che oggi dice la giunta guidata dal presidente Balletto noi l’abbiamo detto il giorno successivo allo sversamento del materiale prelevato dal mare. Adesso gran parte delle nostre considerazioni sono contenute nella delibera di giunta», dice ancora Cabras. Il Poetto dunque, tiene ancora banco in giunta e coniglio provinciale. Perché quella modifica sostanziale creata da un ripascimento non andato di certo a buon fine (a sostenerlo oggi non è soltanto l’opposizione, non sono solamente le associazioni ambientaliste, non sono neppure i giudizi severi di tantissimi cagliaritani), rischia di finire davanti al tavolo di un giudice. E costare molti più denari di quelli programmati per la rinascita di una spiaggia che in trent’anni si era parecchio ristretta a causa di un’inarrestabile erosione. Ma che oggi sembra ancora malata grave.
di A. P.