pubblicato da La Nuova sardegna il 22 settembre 2004
"Ripascimento sbagliato", la Provincia lo ammette e fa causa all'impresa
CAGLIARI. La Provincia chiede i danni all'Ati-Mantovani Spa che eseguito il ripascimento sul Poetto. La notizia è di poche righe e riguarda un atto della Giunta provinciale in cui si legge che l'amministrazione delibera "di integrare (...) l'incarico, degli avvocati (...) per la piena tutela giudiziaria dell'amministrazione con riferimento ai nuovi fatti emersi nella vertenza Ati-Mantovani e Provincia di Cagliari". Nella delibera viene "insomma esplicitamente riconosciuto, come noi dicemmo sin dall'inizio, che i lavori di ripascimento sono stati fatti male", sottolinea il consigliere provinciale Remigio Cabras (Margherita).
Infatti "già nel certificato del collaudo sono state riscontrate gravi irregolarità nelle caratteristiche delle sabbie utilizzate nella fase di ripascimento". Per cui, "conseguentemente, sono state apportate le dovute detrazioni". Non solo, secondo l'amministrazione "sono emersi fatti nuovi che parrebbero involgere ulteriori responsabilità della controparte suscettibili di una autonoma valutazione giudiziaria". Infatti "successivamente all'instaurarsi, sull'arenile e sul fondale antistante il tratto di spiaggia su cui sono state eseguite le opere di ripascimento sono emerse gravi anomalie delle opere eseguite dalla Ati-Mantovani". In particolare "è stata evidenziata, sui siti ispezionati, la copiosa presenza di materiale pietroso non conforme alle specifiche del contratto". Infine "anche il colore torbido dell'acqua pare discendere dalle gravi irregolarità nelle caratteristiche delle sabbie utilizzate nella fase di ripascimento".
"Ripeto - continua Cabras - tutte queste cose noi dell'opposizione le abbiamo dette sin dalle prime discussioni che ci sono state in aula consiliare nell'aprile del 2002. Ma la maggioranza e il presidente della Provincia Sandro Balletto negarono strenuamente quello che si andava dicendo, accusandoci di voler strumentalizzare quanto accaduto".
La storia parla di un intervento che venne programmato e finanziato dalla Regione durante la Giunta del centro sinistra (guidata da Federico Palomba) alla fine degli anni Novanta con circa trenta miliardi di vecchie lire. La delega per l'intervento venne data alla Provincia. La Giunta di centro sinistra guidata da Nicola Scano istruì e poi bandì l'appalto. Inizialmente venne deciso di utilizzare solo sabbia di cava. Successivamente nell'ultima delle conferenze di servizio che precedettero l'intervento (nel settembre del 1999), l'allora assessore comunale all'Urbanistica, Emanuela Abis, chiese ed ottenne che nel capitolato d'appalto venisse inserita la possibilità di eseguire il ripascimento con sabbia di mare.
All'idea di un intervento sul Poetto si arrivò dopo anni di dibattiti, nati sulla scia di uno studio sui mali della spiaggia del Poetto che, a sua volta, venne promossa dal ministero dell'allora Marina mercantile, dalla Provincia e dal Comune dopo l'emozione provocata sulla popolazione dalla rimozione dalla spiaggia degli oltre mille casotti del 1986. Il progetto di intervento sul Poetto comprendeva anche l'eliminazione dell'attuale strada di viale Poetto (che poi restò e solo nell'area di Quartu venne parzialmetne divelta). Terminato il mandato della Giunta Scano, dopo le elezioni del Duemila subentrerà l'amministrazione provinciale guidata da Balletto. Alla fine del '99 intanto lo stato dell'arte vedeva l'Ati-Mantovani Spa aggiudicarsi l'appalto con un ribasso d'asta vicino al 40 per cento. Poi vi fu il ricorso da parte delle Condotte, una delle società escluse. I tempi furono rallentati. Si iniziarono i lavori di intervento sulla strada (con la costruzione di un'arteria a fianco alle saline) e l'8 marzo del 2002 'parti' il ripascimento. In meno di venti giorni vennero riversati sulla battigia 370mila metri cubi di sabbia. Fretta, errori scientifici, furbizie e pressapochismo han poi creato un "disastro ambientale".
di R. P.