pubblicato da La Nuova Sardegna il 22 giugno 2004
Molentargius, ecco il commissario
La polemica dell’associazione: «Il metodo è inopportuno»
CAGLIARI. Conti commissario per il parco di Molentargius significa che la cordata di imprese Ramsar può consegnare le opere finite e la Regione non dovrà pagarci sopra le penali per le spese di gestione non preventivate. Significa anche che in poche settimane potrebbe nascere il consorzio gestore del parco con tanto di statuto, quel documento che il comune di Cagliari non ha saputo fare senza incorrere in un ricorso davanti al Tar (secondo la legge sugli enti locali 142, risulterebbe palesemente illegittimo). Naturalmente, Conti, ingegnere, già presidente del comitato regionale di controllo e oggi direttore generale dell’assessorato all’ambiente, non essendo nato ieri, appena il nuovo presidente comincerà a riunire la giunta rimetterà il suo mandato. Tutto bene, insomma, tranne i tempi: se al commissario si doveva arrivare, si son persi almeno sei mesi. L’anno scorso durante un incontro ufficiale la Regione aveva preso l’impegno di chiudere la vicenda parco entro il dicembre 2003. Sforati i tempi era necessario dare subito almeno un commissario all’ente istituito con la legge 31 e da allora rimasto senza la testa pensante capace di programmare manutenzioni di opere ma, soprattutto, lo sviluppo del grande sistema parco. Il pasticcio, è noto, l’hanno combinato i comuni. Cagliari in particolare il cui consiglio municipale ha cucito uno statuto in grado di soddisfare le richieste di cariche di maggioranze e minoranze, ma non di assicurare una gestione efficiente ed efficace, i due concetti vangelo per gli enti locali dopo la riforma della legge 142. La Regione, pur nell’imbarazzo dovuto al fatto che i ribelli appartenevano alla sua stessa catena politica, aveva messo in giro una bozza di statuto: cautamente recepita dalla giunta e dall’assessore all’ambiente e all’urbanistica, il consiglio l’ha snobbata e ha confezionato l’esecutivo assembleare. Risultato: un consigliere di opposizione, Gianni Loy, l’ha impugnato davanti al Tar. Come l’Associazione per il parco Molentargius denuncia da mesi, Molentargius non è una laguna che può restare ferma, neppure dal punto di vista burocratico: servono continuamente atti amministrativi e attività logistiche per mantenere le opere idrauliche finanziate dalla mano pubblica. La nomina del commissario, all’Associazione non piace. Serviva la nomina di «un’autorità per la gestione del sistema idraulico, per la riattivazione delle saline e per la parte ecologico naturalistica che ogni anno rischia il tracollo - scrive il presidente Vincenzo Tiana -. Apprendiamo oggi che dopo diversi annunci la giunta regionale uscente ha nominato il commissario per Molentargius... Non vogliamo esprimere giudizi sulla persona, anzi prendiamo atto che in quanto direttore si è adoperato per portare avanti i progetti di risanamento dell’area. Il fatto che tale nomina avvenga dopo le elezioni di una giunta uscente che in questi giorni dovrebbe occuparsi solo di ordinaria amministrazione, si sembra sbagliata nel metodo e indebolisce la stessa nomina perché la espone a un dubbio di legittimità. In ogni caso ci auguriamo che il commissario permanga per un breve periodo e possa essere d’impulso a enti locali e Provincia per formare il consorzio di gestione così come previsto dalla legge istitutiva ormai vecchia di 5 anni».
di Alessandra Sallemi