pubblicato da La Nuova Sardegna il 22 giugno 2004
«Un incarico imposto dall’emergenza»
Che fare: costituire l’ente di gestione e approvare lo statuto? E i Comuni? Nel limbo
CAGLIARI. Antonio Conti la definisce «una nomina emergenziale». «La società concessionaria ha concluso alcuni lavori e li deve consegnare - spiega il dirigente -, adesso c’è l’ente, ma non c’è ancora il gestore: il concessionario dei lavori non aveva nessuno cui affidare le opere finite. Il problema è stato posto alcune settimane fa». In altre parole, se non ci fossero state le elezioni, il commissario sarebbe arrivato lo stesso: in questi giorni doveva avvenire la consegna e in questi giorni, senza il consorzio gestore, ci sarebbe voluto il commissario. «Se il nuovo presidente e il nuovo assessore mi daranno l’input io andrò avanti, altrimenti verrà nominato un altro: senza una forte sollecitazione politica non si può andare avanti, io adesso ho ubbidito sotto il profilo istituzionale». La nota ufficiale, infatti, spiega che la giunta regionale ha nominato istituzionalmente la direzione dell’assessore, il direttore è Conti, e Conti, di fatto, è il commissario. Insomma, nessuno ha voluto mettere il cappello sulla sedia del parco: il vecchio presidente ha fatto la nomina, il nuovo la può rifare il giorno dopo il suo insediamento. Sul da fare non c’è da inventare nulla: «I passi la legge li prevede - spiega Conti - il commissario costituisce l’ente, approva lo statuto. Lo statuto c’è, è stato elaborato dalla Regione...». Chi conosce le vicende del parco non nasconde che la laguna di Molentargius è una macchina idraulica complessa: da gestire e da migliorare. Ma la bravura del gestore non finisce sul fronte tecnico: bisogna promuovere le attività capaci di dare una mano al bilancio, alimentato dai finanziamenti erogati da ministero e Regione. Cosa dice il Comune, appeso alle contraddizioni di casa propria? L’assessore all’urbanistica Giampaolo Marchi, sulla nomina del commissario: «La Regione deve adempiere ai compiti istituzionali fra i quali c’è anche quello di impedire che le strutture realizzate vengano degradate. La nomina del commissario è un atto dovuto, non si interseca con il problema tecnico politico dell’organo di gestione del parco: quello richiede un altro ragionamento. Ritengo comunque importante che si sia compiuto un passo per gestire le strutture altrimenti a rischio». Insomma, nello stallo provocato dai comuni, il commissario è una specie di ancora di salvezza, cui gli stessi ambientalisti hanno inutilmente chiesto di ricorrere nei mesi scorsi: «Come più volte ribadito negli anni ci siamo sempre detti convinti che, in mancanza di un accordo tra i comuni - scrive Vincenzo Tiana presidente dell’Associazione per il parco Molentargius, nella nota in cui definisce inopportuna, adesso, la nomina del commissario - la nomina di un commissario di gesrione provvisoria per il parco Molentargius Saline avrebbe potuto imprimere un’accelerazione, una svolta rispetto all’immobilismo degli enti locali».
di Alessandra Sallemi