pubblicato da La Nuova Sardegna il 22 aprile 2006
"Tutelato e produttivo"
CAGLIARI Con la nomina di Mariano Mariani, primo direttore generale del Parco di Molentargius-Saline, si chiude un ciclo iniziato più di vent'anni fa, quando l'area protetta esisteva solo sulla carta e del Consorzio di gestione non c'era l'ombra. L'investitura, ufficializzata ieri, è quindi un punto d'arrivo e un trampolino di lancio per far decollare, finalmente, quello che in molti considerano un gioiello ambientale tra i più importanti d'Europa. Il prossimo obiettivo? Stilare un piano di sviluppo che integri e valorizzi tutte le potenzialità di un'area come quella del Parco di Molentargius, compito che spetta appunto al neo direttore generale. In questo senso, quale sarà il primo passo da affrontare e quali le direttrici che intendete seguire? "Si parte con il Piano di gestione, uno degli adempimenti fondamentali che passerà poi al vaglio del Consorzio e della Regione - spiega Mariani -. Vorrei precisare che per il momento ci sono solo delle ipotesi, e non già dei punti fermi. In linea di massima però, credo che il futuro del Molentargius seguirà due binari paralleli: da un lato ci sarà grande attenzione per la tutela e la salvaguardia di un ecosistema così delicato, dall'altro cercheremo di coniugare quest'irrinunciabile principio con la possibilità di creare una reale opportunità di sviluppo del territorio, anche in termini economici". Fatto salvo il rispetto per l'ambiente, punto di partenza quando si opera in un'area protetta, quali sono le attività che potrebbero trainare l'economia del Parco? "Una delle prime ipotesi riguarda la ripresa della produzione di sale, non solo a fini turistici - dice Mariani - si tratta di un processo naturale, quindi assolutamente compatibile con la tutela dell'area, e ritengo sia un'opportunità da non trascurare. Se poi andiamo a guardare gli aspetti più strettamente economici, si aprono anche altri scenari che prendono in considerazione il turismo termale e didattico, oppure lo sfruttamento intelligente delle acque per la produzione di sali speciali e prodotti da utilizzare nella cosmesi". Sul parco pesa l'incognita Medau su cramu: come riuscirete a coniugare i bisogni dei residenti con la piena operatività dell'area protetta? "E? indubbiamente una questione molto delicata - precisa il direttore Generale - occorre aprire un confronto, ascoltare le esigenze degli abitanti ed infine renderle compatibili con i piani di sviluppo, in una logica di reciproca convenienza. E' indubbio che si debba puntare sul miglioramento della qualità di vita, d'altro canto però è importante che le regole fissate in un'ottica di democrazia partecipata, vengano rispettate in maniera puntuale". Intanto, piena soddisfazione per la nomina di Mariano Mariani è stata espressa dall'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessì: "Ora potrebbe davvero essere il momento del decollo e pertanto auspico che il nuovo direttore generale svolga il suo delicato incarico dedicandovi tempo, professionalità e passione".
di Pablo Sole