pubblicato da La Nuova Sardegna il 22 gennaio 2005
Il parco di Molentargius diventa realtà
Risolta la questione delle quote, la parola passa ai consigli comunali
CAGLIARI. È stata firmato ieri mattina all’assessorato regionale all’Ambiente, il protocollo d’intesa che porterà alla nascita del Consorzio di gestione del Parco di Molentargius-Saline. “Consapevoli che la tutela del compendio Molentargius-Saline costituisce un elemento fondamentale di recupero e valorizzazione della storia, dell’identità e della cultura delle comunità che vi si affacciano e dell’intera Sardegna - si legge nel documento - si conviene di portare a conclusione il processo istitutivo del Parco”. Il Parco di Molentargius, dunque, decollerà “nel più breve tempo possibile, mediante l’approvazione, da parte delle rispettive amministrazioni, della convenzione e dello statuto costitutivo del Consorzio di gestione”, come si legge ancora nel doc umento. E dopo anni di divisioni, scontri, polemiche, finalmente tutti d’accordo: il presidente della Provincia, Sandro Balletto, i sindaci di Cagliari e Selargius, Emilio Floris e Mario Sau, ed i commissari prefettizi di Quartu e Quartucciu, Luigi Serra e Maria Santorufo. Un passo in avanti verso la reale costituzione del Consorzio, che ora attende solo il via libera dal consiglio provinciale e dalle assemblee civiche di Cagliari e Selargius. Ma, come hanno assicurato il presidente della Provincia e i sindaci dei comuni interessati, dovrebbe trattarsi di una formalità. Qualche problema in più potrebbe verificarsi nell’aula consiliare del capoluogo, che nel gennaio dello scorso anno aveva approvato un altro statuto, definito illegittimo dai consiglieri di minoranza Gianni Loy e Radhouan Ben Amara e per questo oggetto di un ricorso sul quale il Tar deve ancora pronunciarsi. “Confido nella capacità di coinvolgere tutto il consiglio - ha assicurato il sindaco di Cagliari, Emilio Floris - sugli effetti positivi che porterà la nascita del Consorzio, impegno che non può più essere rimandato”. Un auspicio condiviso da tutti i rappresentanti istituzionali presenti ieri mattina, che sembra abbiano superato le rispettive divergenze. Quelle riguardanti le quote di partecipazione, per esempio: secondo il nuovo statuto, il 90 per cento sarà ripartito equamente tra Cagliari e Quartu, il 4 per cento andrà a Quartucciu, mentre il comune di Selargius e la Provincia si spartiranno, in misura uguale, il restante 6 per cento. Sembra superata anche la querelle riguardante la sede del Consorzio. Lo statuto è chiaro: Cagliari, via La Palma, edificio dei Sali scelti, appositamente ristrutturato per tali finalità. Una scelta contestata dal centrosinistra quartese, che forse però non rimarrà con l’amaro in bocca. Ad aprire uno spiraglio è stato l’assessore Tonino Dessì, che ha spiegato come “lo statuto permetta di articolare i vari incontri anche fuori dalla sede legale”. Occhi puntati ora sugli strumenti amministrativi del Consorzio: gli organi principali saranno l’assemblea e il consiglio direttivo, coadiuvati da presidente, direttore e collegio dei revisori. L’assemblea, che svolgerà il ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Consorzio, dovrà approvare, tra le altre cose, il programma pluriennale di gestione, i bilanci e le relazioni previsionali, i regolamenti e i piani finanziari. Al Consiglio direttivo, nominato dall’assemblea, spetterà l’approvazione dei progetti di intervento e attuazione del programma di gestione del Parco e l’esecuzione degli indirizzi adottati. Sorveglianza delle aree, accessibilità ai visitatori e risoluzione della lottizzazione abusiva di Medau Su Cramu. Sono queste ore le problematiche più urgenti che attanagliano il neonato Parco regionale Molentargius -Saline. “La responsabilità passa nelle vostre mani - ha sottolineato l’assessore Dessì - Ora il problema principale è assicurare la custodia del bene ambientale e degli altri presenti nel parco in questo periodo di transizione”. Per quanto riguarda la sorveglianza l’assessore Dessì ha annunciato che promuoverà in questi giorni una riunione tra le polizie municipali dei Comuni interessati e gli organi del Corpo forestale della Regione per discutere questa urgenza. Intanto la Regione si sta già attrezzando per l’accesso all’area attraverso il posizionamento dei binocoli fissi a Monte Urpinu e con la possibilità di visite guidate, condotte da guide turistiche abilitate e dietro il pagamento di un ticket di 5 euro.
di (p. so.)