pubblicato da La Nuova Sardegna il 21 aprile 2005
Molentargius, la firma e nasce l’era del parco
Un attimo di suspense per l’assenza di Balletto che poi è arrivato
L’iter per realizzare il piano dell’area
CAGLIARI. Quando ha visto che stavano iniziando a firmare la convenzione per il Consorzio di gestione di Molentargius, il viso dell’assessore regionale Tonino Dessì (Ambiente) si è finalmente disteso. Fino all’ultimo c’era stato anche il piccolo giallo dell’assenza del presidente della Provincia Sandro Balletto, anche se Dessì aveva precisato che si trattava di un’assenza prevista. Un attimo prima delle firme una telefonata di Balletto. «Il presidente della Provincia sta arrivando», ha subito informato l’assessore Dessì. Parallelamente alla sottoscrizione della convenzione, Molentargius è entrato in una nuova fase: quella di un’area protetta pregiata e apprezzata in tutto il mondo, la prima in Sardegna a vedere più Comuni collaborare nella gestione. Prima il sindaco di Cagliari Emilio Floris, poi quello di Selargius Mario Sao, il commisario di Quartu Luigi Serra, la commissaria di Quartucciu Maria Santorufo e il presidente Sandro Balletto, hanno tutti siglato per esteso il documento. Mentre si ‘consumava’ l’atto formale, il sindaco Floris e il suo assessore all’Ambiente e urbanistica, Gianni Campus, riesaminavano la cartina che delimita il perimetro del parco. Poi il primo cittadino di Cagliari ha chiesto che venisse allegata alla convenzione una dichiarazione firmata da tutti e relativa all’interpretazione dei confini dell’area protetta sottoscritta il 21 gennaio di quest’anno. La questione rimanda al fatto che, inzialmente, c’era una difformità tra la perimetrazione cartografica e quanto, ivnece, scritto nella legge istitutiva del parco del 1999. Nella cartina era stato compreso anche il Poetto, mentre nella legge si recita che «il Poetto è escluso». L’errore era nato perchè in un primo tempo il parco avrebbe dovuto comprendere anche l’area del Poetto. Poi vi fu la rivolta di Cagliari: l’allora sindaco Mariano Delogu e l’assessore Emanuela Abis chiesero che la Regione depennasse dal perimetro la zona-Poetto. Il piano regolatore del parco (che rappresenterà l’incombenza più importante e difficile del consiglio d’amministrazione dell’area protetta) ha infatti valore ‘sovraordinato’, ovvero è superiore ai piani regolatori dei Comuni interessati. Da qui la decisione voluta dalla maggioranza del Comume del capoluogo: perchè il Poetto rapprenta un pezzo di città e va governato dal Comune. Il 21 di gennaio scorso tutti gli interessati avevano convenuto sull’interpretazione che, in pratica, considera un errore la presenza del Poetto nella cartina: registrato nella legge, ma restato nella parte grafica. E ieri mattina il sindaco Emilio Floris ha chiesto che un documento controfirmato da tutti restasse agli atti per testimoniare l’interpretazione dell’esclusione. Un segnale questo, piccolo, ma indicativo dei problemi che dovranno essere affrontati in futuro. Anche in questo caso il pasasto aiuta a capire: Le difficoltà, oggi superate, che datano dalla costituzione, il 1999, del parco hanno visto di tutto: innanzi utto gli enti locali interessati l’un contro l’altro armati. In primo luogo perchè nel territorio di Cagliari e Quartu insiste quasi tutta l’area del parco, qualcosina in quello di Quartucciu e praticamente niente in quello di Selargius. Ognuno cercò di far valere le proprie ragioni. La Provincia, invece, tentò di fare cerniera non senza aspirare al ruolo di coodinamento che, inzialmente, si sarebbe dovuto tradurre nella presidenza. A tutto questo si aggiungeva la constatazione che all’intenro del Comune di Cagliari, una grossa fetta di Forza Italia voleva scorporare dal perimetro del parco anche Medau Su Cramu e le saline. Insomma: tutto era volto a bloccare la nascita del parco. Alla fine, un mese prima dello scioglimento del precedente consiglio regionale, l’assessore all’Ambiente, Emilio Pani, nominò Bruno Conti commissario del parco. L’accelerazione decisiva, però, l’ha data e voluta il nuovo assessore Tonino Dessì che pochi mesi dopo l’insediamento aveva promesso che si sarebbe fatto il parco e ha mantenuto la promessa attraverso un’opera di paziente ma decisa mediazione e dialogo con tutti gli interessati. Per questo ieri, i lineamenti del volto di Dessì si sono distesi solo quando ha inziato a vedere comparire le firme sulla convenzione del Consorzio. «Questo parco vale un mandato», dirà poco dopo con soddisfazione. All’interno del Consorzio di gestione le posizioni dei cinque partecipanti sono differenti a seconda del territorio: Cagliari e Quartu hanno il 45 per cento, la Provincia e il Comune di Selargius il 3 e Quartucciu il 4. Ora, entro trenta giorni, il consiglio d’amministrazioone dell’ente gestore dovrà riunirsi (sarà dopo le elezioni) per eleggere il presidente e il consiglio direttivo. Quest’ultimo nominerà, poi, il direttore. Una volta stabiliti tutti gli organi di gestione, il consiglio direttivo elaborerà - su indicazione del consiglio - il regolamento del parco e il piano (regolatore) dell’area. Poi, dopo l’approvazione della Regione, il piano potrà diventare operativo. «Si tratterà - ha spiegato l’assessore Dessì - di un passaggio molto importante e delicato in quanto il piano comporterà tutta una serie di problemi: naturalistici, paesaggistici, urbanistici e produttivi, legati all’industria del sale e alle attività compatibili». Tutti, infine, hanno sottolineato l’importanza del parco: il sindaco Floris gli aspetti legati al significato naturalistico e di cerniera dell’area vasta. Aspetto, quest’ultimo, ripreso anche dal sindaco Sao e dalla commissaria Santorufo. «Un gioello del mondo» è stato definito Molentargius dal commissario Serra. Mentre il presidente Balletto si è detto felice di porre la firma su «questo atto come chiusura del mio mandato». Ora il parco c’è e si apre il periodo più importante, ma anche il più difficile: il suo funzionamento.
di Roberto Paracchini