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pubblicato da La Nuova Sardegna il 21 aprile 2002

Poetto, l'Europa apre un'inchiesta


Il parlamento di Bruxelles ha istituito una commissione d'indagine sulla sabbia scura
L'eurodeputata Frassoni (Verdi) aveva presentato un'interrogazione

CAGLIARI. Il Poetto, terra che fu ed è, oggi, tra ricordo e futuro incerto. La commissione europea ha aperto un'inchiesta sui lavori di ripascimento della spiaggia cagliaritana del Poetto. Lo hanno reso noto gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della terra precisando che "verranno svolti accertamenti per verificare eventuali irregolarità in seguito all'interrogazione al parlamento europeo presentata dal capogruppo dei Verdi, Monica Frassoni".
L'eurodeputata ha chiesto chiarimenti sulla realizzazione degli interventi di salvaguardia che sono stati avviati, e che devono essere ancora ultimati, dalla Provincia e in particolare sull'utilizzo di "sabbie aventi caratteristiche diverse rispetto a quelle previste". Alla commissione europea, spiegano gli ecologisti, è stato chiesto di verificare se gli interventi finora realizzati corrispondono a quanto previsto dal progetto, per il quale sono stati stanziati quasi 15 milioni e mezzo di euro di fondi comunitari. Da qui l'interrogazione di Monica Frassoni e l'avvio di una commissione d'inchiesta.
Gli accertamenti dovranno riguardare il ripascimento dell'arenile che, secondo gli ambientalisti, "sembra proprio tutta un'altra cosa rispetto a quanto minuziosamente disposto nel capitolato e nel progetto". Non vanno inoltre dimenticati - proseguono - gli interventi tuttora largamente incompleti o del tutto assenti: dalla completa asportazione del manto di asfalto dalla vecchia litoranea alla realizzazione del sistema dunale, dal ripristino della pineta alla realizzazione del sistema di monitoraggio. La commissione europea, ricordano il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra, tiene "i cordoni della borsa" e può far "pagare care" sotto tutti gli aspetti il mancato rispetto delle condizioni di finanziamento. Gli ambientalisti concludono ribadendo che sulla vicenda ha avviato un'inchiesta anche la magistratura ordinaria. L'obiettivo di quest'ultima indigine è duplice: da un lato verificare la corrispodenza tra capitolato d'appalto e realizzazione dell'intervento; e, dall'altro, la verifica della corrispondenza del giacimento subacqueo da cui era prevista l'aspirazione della sabbia, dal luogo in cui poi è stata effettivamente prelevata dalla draga. Nell'interrogazione, l'europarlamentare Frassoni ha anche riassunto i motivi che avevano portato all'intervento di ripascimento e riportato i dubbi sollevati sulle caratteristiche della sabbia "pescata". Il giorno successivo all'immissione della prima trance di sabbia sul lungomare, Giampiero Pinna, (consigliere regionale dei Ds) aveva presentato un'interrogazione all'assembela governativa sarda in cui si chiedeva la momentanea sospensione del ripascimento. Poco dopo - visto che la sospensione non c'è stata, anche Pinna ha domandato la nomina di una commissione europea.
Parallelamente è iniziata la seconda fase del ripascimento del Poetto. Dopo l'immissione di circa 370mila metri cubi di sabbia, l'interruzione forzata dei lavori a seguito del ritrovamento dell'ordigno inesploso, ora sono cominciate le operazioni di grigliatura, pettinatura e livellamento. La grigliatura punta a eliminare tutti i corpi superiori a tre centimetri, presenti sulla spiaggia: viene effettuata attraverso particolari macchinari che "filtrano la sabbia" rimescolandola sino a 50 centimetri di profondità, con maglie larghe trenta millimetri. La pettinatura, mira a "riordinare" la superficie della sabbia. Mentre la livellatura dovrà ricreare il degrado dolce della sabbia sommersa che seguiva la linea di riva della battigia.
Nei giorni scorsi, intanto, vi è stato il primo sopralluogo al Poetto della commissione di tecnici nominata dall'assessorato all'Ambiente. Si tratta di un gruppo di ricercatori dell'università di ingegneria ambientale di Roma. La richiesta era stata avanzata dalla commissione all'Ambiente del consiglio regionale: per verificare lo stato di salute della spiaggia. La maggioranza consiliare del comune di Cagliari, invece, ha rifiutato la nomina di una commissione indipendente di inchiesta (che avrebbe dovuto relazione entro due mesi) e rimandato tutto a un'assemblea fissata fra un anno.