pubblicato da L'Unione Sarda il 22 marzo 2002
Poetto, tutti al mare delle polemiche
Sopralluogo delle commissioni Ambiente e Turismo per una verifica dei lavori sull'arenile
Il bello e il brutto del ripascimento della spiaggia del Poetto sono affiorati durante il sopralluogo
effettuato ieri dalle commissioni cultura e turismo della Provincia. Assistito dallo staff tecnico che
controlla le manovre della draga che scarica a riva la sabbia prelevata al largo, l'assessore Renzo
Zirone (regista dell'operazione ormai al termine: tra dieci giorni tutto dovrebbe essere finito) ha
fornito spiegazioni e precisazioni, rassicurando in conclusione che tutto sta avvenendo come in un
laboratorio a cielo aperto. Ma chi era perplesso non ha cambiato opinione e probabilmente ci sarà
qualche ulteriore strascico polemico nell'aula di piazza Palazzo alla ripresa dei lavori dell'assemblea.
Assessore tecnico con delega per il Poetto, Renzo Zirone è stato sottoposto ad un martellante terzo grado
proprio davanti alla rotonda del Lido (circondata dalla sabbia e non più dall'acqua) da parte dei
consiglieri-commissari. È stato il consigliere Remigio Cabras a rivolgergli le domande più insidiose:
tempi di esecuzione e rispetto del progetto originario, studi e controlli sull'attività della draga
al largo, qualità del prelievo e colori della sabbia, difesa del lavoro finora eseguito. Dal suo
canto Marina Valdes (consigliere dei Democratici) non ha nascosto altre perplessità sul risanamento
dell'arenile malato di erosione. E su tutte il quesito di fondo che anima le attuali polemiche tra
i frequentatori del litorale: ma non sarebbe stato meglio prelevare la sabbia dalle cave come si
diceva sino a un paio d'anni fa?
L'assessore-delegato ha replicato a ogni interrogativo. Sul progetto ha sostanzialmente precisato che
effettivamente lo studio tecnico originario è stato in parte modificato (ma sotto il controllo della
Regione e del ministero dell'Ambiente) quando la scelta della sabbia è caduta sui fondali del Golfo
degli Angeli. E per questo stesso motivo - ha aggiunto Zirone - il Comitato scientifico è stato aperto
ai biologi ed agli esperti di idraulica marittima. "Ma si è fatto di più - ha precisato Zirone - La
Provincia ha chiesto la consulenza di tutti i maggiori esperti a livello universitario e ha fatto
precedere ogni pagina del progetto da un monitoraggio che tiene conto di tutto. E ciò avviene ogni
giorno (cinque esami) prima che la sabbia arrivi in spiaggia". Stesso rigore, ha aggiunto, per le
dune che dovranno evitare il trascinamento della sabbia durante le mareggiate.
Remigio Cabras ha filmato e registrato ogni aspetto del problema mentre Marina Valdes chiedeva informazioni
sul colore della sabbia ("Quanti millenni passeranno prima che diventi bianca come quella che si sta
integrando?") "Tempo al tempo - ha ribadito Zirone - e si schiarirà: dove è avvenuta la prima "colata"
è già chiara".
Antonio Carta, presidente della commissione Ambiente, alla fine del sopralluogo si è dichiarato
"piacevolmente sorpreso e soddisfatto del ripascimento in corso. Il Poetto è patrimonio di tutti
i sardi e mi pare di assistere a polemiche fuori luogo: la spiaggia riavrà la sua sabbia anche dove
ora affiorano le rocce". Per Ignazio Perra, presidente della commissione turismo "non ci sono motivi
per dubitare degli studi effettuati di tecnici: faremo una relazione sul risultato di questo sopralluogo
con le precisazioni dell'assessore e ne discuteremo in consiglio. Ma mi sembra tutto più che regolare".
Arriva anche il presidente Sandro Balletto. Ascolta il suo assessore-delegato e si allontana senza aggiungere
nulla alla minuziosa relazione di Zirone. Si avvicina però alla sabbia e verifica di persona: "Sì,
si sta schiarendo".
Sui lavori in corso interviene Salvatore Valenti, marito dell'amministratrice del Lido:
"Siamo favorevoli e convinti del progetto che la Provincia sta portando a termine. È da
molti anni (1988) che con i sacchetti di sabbia cerchiamo di combattere l'erosione della
spiaggia. Così difendiamo il nostro lavoro".
di Giovanni Puggioni
Dubbi e paure: ecco perché è vietato sbagliare.
Non cambiate il colore delle nostre estati, quei granelli bianchi sono l'orgoglio della città.
di Lello Caravano
Trenta miliardi per far rinascere la spiaggia dei centomila: benvenuti, perché quel litorale malato di
erosione aveva urgenti necessità di cure. Operazione contrastata, quella del ripascimento e della costruzione
della nuova litoranea. E lunga. Il primo progetto risale a quattro anni fa. Si decise che il Poetto del
Duemila sarebbe arrivato dalle cave del Campidano: le sabbie di Pimentel, Donori, Soleminis avrebbero
rigenerato il golfo degli Angeli. Perfettamente compatibili, dissero i geologi.
Oggi si è scelta una strada diversa: la sabbia arriva non dai giacimenti lungo la Carlo Felice ma direttamente dal
fondo del mare. Perfettamente compatibile, dicono i geologi. E così l'operazione rinascita è cominciata in grande stile.
Sotto le ruspe sta prendendo forma (e colore) un'altra spiaggia. Decine di metri rubati al mare, tanta
sabbia come da tempo non si vedeva. Tuttavia, a guardare il Poetto in questi giorni sembra di essere da
un'altra parte: è più nero che bianco. Ci rassicurano gli esperti: quei granelli (peraltro neanche tanto
piccoli, anzi piuttosto grossolani) sbiancheranno presto. Perché non crederci? Controlli e analisi -
seri, accurati - certamente saranno stati completati prima di avviare la delicata cura. Bel guaio,
se così non fosse.
Dunque, risultati certi? Quattro anni fa (altro assessore, altra amministrazione provinciale, altro
colore politico) le cronache dell'Unione Sarda, dando l'annuncio che gli esperti puntavano sulle cave,
avvertirono che sul Poetto era vietato sbagliare. Troppi errori in passato, basta improvvisazioni. Un
appello che va ripetuto anche oggi. Qui non si tratta di schierarsi con il partito delle cave o con
quello del prelievo in mare. Semmai di capire che questa non è una semplice operazione di recupero
ambientale. Qui c'è in ballo il futuro del Poetto. Che dei cagliaritani (e non solo) è l'identità,
l'orgoglio. È quella allegra città estiva, che una volta viveva tra i casotti e oggi nei baretti sul
lungomare. Se cambia il colore della spiaggia, cambia il mare e forse anche il cielo di Cagliari. Se
si sbaglia oggi non perde l'assessore o l'esperto di turno. Perdiamo tutti. Perché questa è un'operazione
irreversibile. È questa la domanda di tutti coloro che non sanno di quarzi, feldspati o litoidi: perché
non è stata fatta una sperimentazione? Perché l'operazione non è stata condotta prima su cento, cinquecento
o mille metri di spiaggia, tanto per vedere l'effetto che fa? Ci sentiremmo tutti più tranquilli. Forse si
temeva di perdere i soldi: ma se in gioco c'è la spiaggia dei centomila il rischio si poteva pure correre.
Ormai le ruspe sono in azione. C'è ancora tempo per rifletterci su? Non sappiamo. E allora un caloroso
augurio di buon lavoro a chi ha in mano le sorti della nostra spiaggia e del nostro umore, che rischia
di diventare nero (o grigio) come quei granelli raccolti dal fondo del mare che potrebbero cambiare i
colori della nostra estate. Insomma: facciamo tutti il tifo per il Poetto. Ricordandosi l'appello: è vietato sbagliare.