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pubblicato da La Nuova Sardegna il 21 marzo 2002

«Sul Poetto qualcuno ha la coscienza sporca»


L'opposizione in Provincia: «Stravolto il progetto»
L'assessore Zirone replica: «I test ci danno ragione»

CAGLIARI. L'effetto ottico è contraddittorio. Da un lato la spiaggia ha guadagnato almeno cinquanta-sessanta metri sul mare e la rotonda del Lido: sino all'altro ieri palafitta, e ora con «le gambe» poggiate sulla sabbia. Dall'altro il colore della sabbia è ancora scuro, seppure già meno, ma le polemiche continuano. Il ripascimento va comunque avanti e i lavori saranno conclusi, ha detto l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Renzo Zirone, alla fine dell'ennesimo sopralluogo.
Al sopralluogo di ieri erano presenti anche diversi consiglieri provinciali. Antonio Carta (Costituente sardista, presidente della commissione Ambiente) spiega che i lavori andavano controllati: «Ci siamo resi conto _ ha detto _ che sono a buon punto. Siamo rimasti un po' sorpresi: il ripascimento e veramente una cosa enorme. Perplessità? Mi è sembrato che, guardando la sabbia da lontano, quella sin'ora già stesa si sia già schiarita. Recentemente, al Lido, c'erano pietre, ora tutto sta cambiando». Anche per Ignazio Perra (Forza Italia, responsabile della commissione Turismo) le perplessità sono state fugate. Abbiamo visto un cantiere che è monitorato da una qualificata equipe di studiosi che fanno, ogni volta, la verifica del materiale estratto. Tutto ciò che è recupero ambientale, ben venga. Dal punto di vista turistico, poi, è importante rispettare i tempi del ripascimento: per l'utilizzo ottimale della stagione estiva». Parere diverso per Marina Valdes (Margherita, della commissione Ambiente): «Tutti possono vedere che c'è una bella differnza tra quello che si sarebbe voluto fare e quello che si sta, di fatto, facendo. Non mi sembra che si stia facendo un lavoro `compatibile'. La sabbia che doveva essere utilizzata, era quella di cava: si sarebbe realizzato un risultato migliore. Se poi la Giunta di centro destra si è trovata ad avere tempi ridotti e la necessità di fare risparmi... beh, le responsabilità restano. I cittadini si stanno rendendo conto di quello che sta capitando». Sì alla critiche, ma su un punto, ha spiegato Remigio Cabras (Popolari, vice presidente della commissione Ambiente e responsabile della commissione Garanzia e controllo), «siamo tutti d'accordo: il ripascimento andava fatto e adesso lo vogliamo tutti». Detto questo, però, «io conosco il progetto della Giunta Scano, che ho seguito come presidente di commissione: era diverso. Quello che si sta realizzando è un'altra cosa. Le modalità di ripascimento sono state stravolte. Noi volevamo fare un qualcosa di sperimentale. Erano previsti, infatti, 180 giorni d'intervento: dall'autunno a metà primavera, per in due anni. Il primo anno ipotizzava il riposizionamento di 185mila metri cubi di sabbia, e altrettanti il secondo. Questa volumetria, invece, la stanno riversando al Poetto in 20 giorni. Insomma: non mi sembra che si possa dire che si tratta di un intervento sperimentale. Inoltre ho appreso ieri che il progetto è stato rivisto dalla Giunta Balletto. Ma il piano attuale non lo conosco io, nè la commissione ambiente, nè il consiglio provinciale. In conclusione? L'impatto di questo ripascimento non è certamente dei migliori». Durante il sopralluogo, l'assessore Zirone ha svelato che dopo i primi prelievi dal giacimento marino utilizzato per il ripascimento della sabbia, ci fu stato un attimo di «forte perplessità», perché «I prelievi erano centinaia, ma la sabbia sempre nera». Allora il presidente Balletto pretese che venissero eseguiti "tutti i controlli del caso" Il responso fu uno solo: la sabbia era quella giusta. Ma non contento, Balletto mandò Zirone in giro per l'Italia, ha svelato lo stesso assessore ai Lavori pubblici: «Sono stato a Ostia, la Spezia e Venezia (dove c'è stato il ripascimento). Poi ho portato i nostri campioni dai maggiori ricercatori nazionali, chiedendo di analizzarli. Solo alla fine, dopo tanti sì, siamo andati avanti».
di R. P.