pubblicato da Il Sardegna il 20 gennaio 2010
Primo passo per salvare i chioschi
ora serve l'intesa con la Regione
Comune. Via libera all'ordine del giorno bipartisan per tenere in piedi i bar sulla spiaggia. Voto all'unanimità
Sì al tentativo di salvare i
baretti. Si può sintetizzare così
il senso dell'ordine del giorno
votato ieri da maggioranza e opposizione
in aula. Il documento
chiede alla giunta l'impegno
per collegare la demolizione dei
chioschetti all'immediata ricostruzione.
Ai baretti serve la
concessione edilizia per la ricostruzione
dei manufatti, concessione
che gli uffici pubblici
saranno autorizzati a rilasciare,
soltanto in presenza di una concessione
demaniale e di un regolamento.
La concessione demaniale
la rilascia la Regione e
quella edilizia il Comune che fino
ad oggi si sono rimpallati la
responsabilità. Sarà quindi indispensabile
l'interlocuzione
con l'assessorato regionale all'Urbanistica.
Difficile però ipotizzare
i tempi. Certi (e strettissimi), quelli della demolizione:
il 5 febbraio scade l'ordinanza
di abbattimento dei baretti,
emessa dalla sorveglianza edilizia
del Comune. E se non dovesse
arrivare la concessione
per la ricostruzione in tempi rapidi,
è alto il rischio di ritrovarsi
senza chioschetti nell'estate
2010.
L'ORDINE del giorno votato ieri
riassume nel contenuto quello
redatto dalle commissioni Urbanistica
e Attività produttive
in seduta comune e quello della
maggioranza diffuso due giorni
fa. Si cerca di venire incontro alle
esigenze dei gestori. Il documento
impegna l'esecutivo ad
avviare un procedura che leghi,
la demolizione con l'immediata
ricostruzione e, quando è necessaria,
la traslazione del nuovo manufatto nell'area individuata
dal Pul approvato nel
1999. Chiede poi l'attivazione di
un tavolo con la Regione per riconoscere
al Poetto lo status di
"spiaggia urbana", fruibile per
tutto l'arco dell'anno e capace di
generare nuova occupazione e
la definizione della nuova tipologia
dei chioschetti nel rispetto
della compatibilità paesaggistica
e e della sostenibilità ambientale
ed energetica (anche
incentivando la produzione di
energia rinnovabile).
POI UNA NOVITÀ: non solo ristorazione,
i chioschetti ospiteranno
attività commerciali (i
ricciai e anche il diving center),
mentre i servizi igienici pubblici
saranno demoliti, ricostruiti
accanto ai baretti, ma affidati ai
gestori dei baretti, così come le
aree per le attività ludico sportive.
In aggiunta il documento
fissa altre richieste. Uno studio
per la pianificazione del Poetto,
da abbinare a Molentargius, la
possibilità di modificare il Puc
per sviluppare attività ricettive
(piccoli alberghi e bed and brea-
kfast accanto ala spiaggia), una
seria interlocuzione con l'Ippodromo
per gli spazi abbandonati
e l'approvazione del nuovo
Pul (piano utilizzo del litorale).
Il dibattito è andato avanti senza
particolari sussulti. «Un
buon punto di arrivo e di partenza», secondo Massimiliano
Tavolacci, presidente della
commissione Urbanistica, «la
volta in cui non si opera soltanto
seguendo i regolamenti, ma
anche con amore e passione per
la città». «Occorre particolare
attenzione quando si interviene
su ambienti delicati», ha chiarito
Andrea Scano, Pd, «teniamo
d'occhio il valore economico
e culturale del paesaggio». Il
capogruppo Fi Ugo Storelli ha
auspicato l'interlocuzione con
la Regione, mentre Marisa Depau,
gruppo misto, ha chiesto
attenzione per la fruizione libera
della spiaggia.
di ENNIO NERI