pubblicato da La Nuova Sardegna il 20 dicembre 2006
Dalle piste ciclabili alle saline, ecco i progetti per il parco
Avrebbero inventato quasi tutto. Le decine di segnalazioni delle carcasse di cani massacrati nel parco di Molentargius nel dicembre 2005, le telefonate dei testimoni oculari, gli esposti piovuti in Procura, tutti rigorosamente anonimi. Dopo essere stati osannati per aver scoperto e bloccato i due presunti "assassini" dei randagi, gli agenti dell’Enpa (Ente protezione animali) potrebbero finire sotto processo. Il sostituto procuratore Emanuele Secci ha chiuso l’inchiesta: gli ormai ex agenti Pasquale Buccino (61 anni) e Francesco Pandolfi (31) sono accusati di falso e calunnia nei confronti dei due pastori, Massimiliano (36 anni) e Antonio Locci (63). Mentre l’agente Bruno Parisi (53) è accusato di lesioni, per aver colpito con una cinta uno di loro, durante un sopralluogo. Ai Locci, invece, la Procura contesta ugualmente il maltrattamento e l’uccisione delle povere bestiole. Dunque, dalle indagini sono emersi indizi rilevanti. Del resto, lo stesso pastore avrebbe minacciato una sua accusatrice dicendole: "Ti faccio fare la stessa fine che ho fatto fare ai cani". Ma gli ex agenti avrebbero calcato la mano. Dopo aver accertato che il pastore aveva eliminato i bastardini colpevoli di aver azzannato le sue pecore, Pandolfi e Buccino si sarebbero lasciati prendere la mano. Falsificando esposti dettagliati finiti sul tavolo del magistrato, segnalando testimoni che poi di fronte alla polizia giudiziaria hanno fatto scena muta. E rivelando alla stampa "attività coperta dal segreto istruttorio". Pandolfi (difeso dall’avvocato Carlo Amat), avrebbe violato il segreto in qualità di guardia zoofila, Buccino (assistito da Alberto Cocco Ortu), in quella di allievo agente. Quest’ultimo, un ex poliziotto, è indagato anche per aver avviato indagini private senza la necessaria autorizzazione prefettizia. L’inchiesta della Procura è nata su segnalazione degli stessi agenti dell’Enpa. Nel dicembre di due anni fa, nelle aree più impenetrabili del Molentargius di giorno in giorno venivano ritrovate carcasse di poveri cani sgozzati, legati con il filo, scuoiati. L’indignazione dei quartesi portò ad un mezzo linciaggio mediatico dei due pastori, i quali durante una "ispezione" si scontrarono con la pattuglia e danneggiarono l’auto di servizio. Gli agenti denunciarono di esser stati aggrediti ma Antonio Locci diede mandato al suo legale, Marcello Vignes, di passare al contrattacco: sarebbe stato Bruno Parisi a prenderlo a pugni e a colpirlo con un cinturone in pieno viso. Accuse e querele incrociate che vedranno i pastori imputati (sempre che il pm ne chieda il rinvio a giudizio e il gup lo accolga) per la carneficina di cani e, d’altro canto, persone offese nella rissa con gli agenti. Dopo la bagarre il sindaco di Quartu Sant’Elena Gigi Ruggeri fu molto duro nel pretendere dall’Enpa maggior rigore, tanto che gli agenti sono stati poi allontanati. E non è da escludere che il comune si possa costituire parte civile in un eventuale processo.
QUARTU. Il futuro del Parco di Molentargius-Saline passa per la progettazione integrata: il Consorzio di gestione figura infatti come soggetto capofila della joint venture che vede riuniti tra gli altri anche il Comune di Cagliari e l’amministrazione quartese. I progetti sono stati presentati proprio questa mattina alla Regione, e ora occorrerà attendere il 31 dicembre per conoscere l’ammissibilità degli interventi proposti. L’obiettivo dichiarato? Puntare tutto sul miglioramento e sulla riqualificazione urbana e naturalistica del compendio, senza trascurare l’importanza di una politica incentrata al "fare sistema", che veda quindi impegnati tutti gli attori coinvolti nella salvaguardia e nella promozione dell’oasi naturalistica. In due parole: ognuno deve fare la sua parte. Ecco allora che Monserrato punta sul sistema della ciclabilità, seguito a ruota da Quartucciu e Selargius, mentre l’amministrazione di via Porcu ha deciso di riproporre alcuni progetti stilati sulla misura Politiche urbane del Por 2000/2006, e riproposti in seno alla progettazione integrata. In sostanza si tratta di una serie di interventi che riguardano la zona di Is arenas e l’area prospiciente l’accesso al Parco: «Con i progetti presentati dall’amministrazione vogliamo valorizzare una delle porte d’ingresso dell’area umida - ha detto il sindaco e presidente del Consorzio di gestione Gigi Ruggeri -. Parliamo dei parcheggi di scambio e di un terminal che serva anche da snodo per i servizi ferrotranviari, e si dà grande importanza al sistema della ciclabilità e alla formazione, con un Parco scientifico e uno dedicato all’educazione stradale. L’idea di fondo è quella di realizzare una porta d’ingresso che racchiuda tutti i servizi legati al Parco». Ci sono poi i progetti presentati direttamente dal Consorzio di gestione: «Prima di tutto - ha aggiunto Ruggeri - puntiamo sulla risistemazione delle saline, con l’obiettivo di riprendere la produzione del sale soprattutto per il mantenimento del sistema di circolazione delle acque dolci e salate. Non dimentichiamo poi la ristrutturazione degli immobili da destinare a museo, e le diverse attività legate alla protezione degli habitat naturali. Inoltre, con il passaggio di consegne dal Consorzio Ramsar al Parco, dovremmo occuparci anche della manutenzione delle aree verdi, della progettazione delle piste ciclabili». In arrivo anche gli agenti della Forestale, che condivideranno i locali dell’Edificio Sali scelti con gli amministrativi del Consorzio: gli altri immobili vanno ristrutturati e i soldi, almeno per quest’anno, scarseggiano.
di Pablo Sole