pubblicato da La Nuova Sardegna il 20 novembre 2005
Molentargius, la solita discarica
I casi di abusivismo edilizio crescono: ora sono 183
QUARTU. Incendi, discariche abusive, randagismo. E ancora: un sistema di vigilanza che stenta a
decollare più l’annoso dilemma degli abusi edilizi. Questi i principali problemi che, a distan
za di qualche mese dalla costituzione del consorzio di gestione del Parco Molentargius-Saline,
pesano ancora sull’importante area umida. A parte i raid dei piromani, che nei mesi caldi fan
no capolino tra i canneti dello stagno, la lista delle incognite cui il consorzio deve far fro
nte rimane invariata tutto l’anno. Come se non bastasse, qualche giorno fa è stata inaugurata
una nuova vertenza, che vede contrapposti residenti e pastori. Con pecore e capre che pastegg
iano nei giardini dei privati. Tutto nasce dagli interventi di ripiantumazione partiti qualche
settimana fa: le zone interessate sono state recintate e i pastori si sono ritrovati senza pa
scoli. Ma più della rete poté il digiuno: le pecore si sono arrangiate. Andando a cercar germo
gli ed erbette oltre i cancelli delle abitazioni. Senza il consenso dei proprietari, che ora i
nsorgono: «E’ difficile risolvere una situazione di questo tipo - avverte Ruggeri - quando gli
interlocutori dimostrano, anche in questo caso, uno scarso senso civico. I pastori devono cap
ire che non possono comportarsi come se il parco fosse terra di nessuno: ci sono regole e inte
ndiamo farle rispettare». Un’altra pesante incognita riguarda la vigilanza e la salvaguardia d
el territorio. Afflitto da un male difficile da debellare: la maleducazione di chi ha scambiat
o uno dei più importanti parchi naturali europei per una discarica a cielo aperto. I cumuli d
i rifiuti spuntano ogni settimana. E negli ultimi giorni, oltre ai più classici materassi, al
le cataste di laterizi e alle carcasse d’auto, sono comparsi pure quattro cartelli divelti da
chissà chi. Direttamente da via San Francesco: «Comune di Quartu - è scritto sui cartelli -
Velodromo comunale». Come ci siano arrivati è un mistero. La sorveglianza dell’area è affida
ta agli agenti del Corpo forestale di vigilanza ambientale, alla polizia municipale di Caglia
ri e Quartu, alla compagnia barracellare di Selargius e ai volontari della Paff. Ma come ha s
ottolineato il presidente del parco, Gigi Ruggeri, il lavoro degli operatori è spesso inficia
to dallo scarso senso civico delle persone. Rimane aperta anche la questione del randagismo:
nel marzo scorso, per catturare i cani e portarli al canile comunale, l’ex direttore Antonio
Conti si affidò alle guardie zoofile e agli esperti della Asl. Obiettivo principale: evitare
la razzia di uova verificata gli anni scorsi. Il numero degli animali che gironzolano indistu
rbati all’interno del parco è solo diminuito. Infine l’abusivismo edilizio: nove mesi fa, la
direzione per la protezione della natura del ministero dell’Ambiente ha inviato una nota all’
assessorato regionale e ai comuni di Cagliari e Quartu. Nel mirino ci sono le sanatorie conce
sse dagli uffici tecnici dei due comuni ai proprietari di diversi immobili che sorgono nel be
l mezzo dell’area protetta. E i numeri descrivono una situazione preoccupante: i casi di abus
ivismo edilizio già accertati sono 183, dodici dei quali dichiarati insanabili.
di Pablo Sole