pubblicato da L'Unione Sarda il 20 agosto 2004
Dalla Regione finanziamenti per lo studio e l'intervento sull'arenile
Di qualità delle acque, anche di quelle cagliaritane, parleranno oggi, nella usuale conferenza stampa in cui si danno i voti alla limpidezza dei mari. Ieri gli ecologisti di Legambiente hanno preferito parlare di qualità della sabbia, e per farlo hanno scelto una sede diversa dai convegni e dalle manifestazioni a cui la protesta e la riflessione ambientalista ci hanno abituato dall’8 marzo 2002, giorno del ripascimento della spiaggia dei Centomila. Stavolta del Poetto e del suo futuribile recupero s’è parlato in barca, nella tavola rotonda galleggiante organizzata a bordo della Goletta Verde insieme a tre esponenti del centrosinistra: i consiglieri regionali Giovanna Cerina (Progetto Sardegna) e Luciano Uras (Rifondazione) e il consigliere comunale Piero Comandini (Sdi). Con loro il portavoce della Goletta Alberto Fiorillo, il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana e molti militanti ecologisti. Neanche un esponente della Provincia a bordo del battello su cui s’è discusso di come rimediare alla pioggia di sabbia grigia e grossa voluta dalla giunta Balletto. Con i consiglieri di Palazzo Regio come convitati di pietra al dibattito sulle onde (irrobustite dallo scirocco), a bordo del battello a vapore si è discusso di tutela ambientale, responsabilità politiche ma soprattutto ricette per provare a riportare il Poetto se non allo stato originario almeno a una condizione più accettabile. «Noi siamo per non rassegnarci, mai» ha spiegato Tiana ricordando che all’inizio del ripascimento «Legambiente chiese di interrompere immediatamente, ma non fu ascoltata. Ora c’è stata una presa di posizione molto netta e apprezzabile da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Tonino Dessì, ma bisogna andare avanti: serve entro l’anno una commissione di esperti nazionali e non solo che metta a punto un vero e proprio progetto di restauro della spiaggia. Non servono ricette facili, ma studi approfonditi come quelli che vengono fatti in alcune università italiane». E sugli studi, o meglio sullo studio di fattibilità, è intervenuto Comandini, ricordando che il progetto originario elaborato dalla giunta Scano prevedeva «la gradualità: il ripascimento andava fatto nell’arco di due anni, non in pochi giorni, per avere il tempo di studiare i contraccolpi sul litorale e sulle correnti. Non solo, bisognava realizzare per prima cosa il cordone di dune, per salvare tutta la sabbia bianca che oggi troviamo sparsa sull’asfalto dietro la spiaggia». «Addolorata» Giovanna Cerina, che però ha sottolineato come dalla vicenda della spiaggia abbrunata stia nascendo «una crescita della sensibilità ambientale» nell’opinione pubblica: «Che il Poetto serva di lezione». Da Uras è arrivata la proposta di usare quel che resta dei 31 miliardi di lire stanziati per il ripascimento «per un progetto di recupero di lungo periodo» e l’istituzione di una commissione, un’autorità che non inciampi tra le diverse competenze sparpagliate tra soggetti diversi. Da parte dei due consiglieri regionali di maggioranza, infine, l’impegno a lavorare perché nella finanziaria regionale si trovino i fondi per aiutare il recupero ambientale del Poetto e sostenere la tutela delle spiagge che, per ora, non hanno ancora subito interventi umani così deformanti.
di Cel. Ta.