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pubblicato da La Nuova sardegna il 20 agosto 2004

Una legge per eliminare il degrado


CAGLIARI. "Entro il 2004 chiediamo che la Regione imposti almeno le linee guida di un progetto di restauro paesaggistico e ambientale", questa la proposta che la Legambiente ha fatto ieri ufficialmente durante la visita al Poetto a bordo della Goletta verde. Quest'anno la banca ambientalista ha allargato il suo intervento di monitoraggio a parte del Mediterraneo ("Spagna, Francia-Corsica, Croazia e Italia: per un mare pulito e di pace"). "E il ripristino dei valori paesaggistici del Poetto rientra a pieno titolo in questo respiro Mediterraneo", ha spiegato Vincenzo Tiana, responsabile regionale dell'associazione ambientalista. Come previsto da Alberto Fiorillo, responsabile della Goletta, "la fortuna di un ambiente così intatto va salvaguardata: è spettacolare il fatto di averlo all'interno di una città". Ed è anche per questo che la nave ambientalista ha fatto tappa in città, con una puntata al Poetto: "Perchè l'intervento sulla spiaggia è determinante per rilanciare un ambiente unico come questo", come ha sottolineato Tiana.
I due consiglieri regionali presenti ieri sulla Goletta verde (Giovanna Cerina di Progetto Sardegna e Luciano Uras di Rifondazione comunista) hanno preso l'impegno di presentare una mozione per rivedere il discorso sugli interventi nelle coste. Pur salvaguardando le competenze locali, è stato sottolineato durante l'incontro, occorre creare un "quadro normativo" che impedisca che ogni singolo Comune intervenga in modo disordinato sul proprio tratto di spiaggia. Da qui l'esigenza che "l'intervento già eseguito al Poetto diventi un esempio al negativo che non dovrà più ripetersi", come affermato da Cerina. Le spiagge e le coste sono dei sistemi complessi, è stato ricordato, che necessitano di interventi prudenti e interdisciplinari". Altrimenti "si finisce col creare disastri come al Poetto", ha precisato Piero Comandini (consigliere comunale dei Socialisti uniti).
La storia del ripascimento della spiaggia dei Centomila è iniziato oltre due anni fa, l'8 marzo del 2002, ad opera della Provincia (che ne ha gestito l'intervento). Allora si disse che entro alcuni mesi i valori paesaggistici precedenti sarebbero stati ripristinati. Ma così non è stato. "Gli studi fatti a monte - ha spiegato Comandini - erano insufficienti. Poi le indicazioni del progetto iniziale non sono state seguite. Tra le raccomandazioni c'era la gradualità, ma è stato fatto tutto in una ventina di giorni. Inoltre il piano di intervento è stato stravolto: si parlava di iniziare con le dune come argine all'erosione eolica della sabbia, invece si è puntato tutto sul ripascimento, a scopo propagandistico". Alcuni mesi dopo il presidente della Provincia, Sandro Balletto, disse che se tutto fosse tornato com'era prima, come lui pensava e riferiva, non avrebbe escluso la sua candidatura alla presidenza regionale. "In più - ha continuato Comandini - il progetto originario prevedeva la rimozione della strada del lungomare Poetto, mentre questo è stato fatto solo parzialmente".
Il ripascimento di una parte del Poetto è nato come opera di salvaguardia e ripristino ambientale visto che, in un'ottantina d'anni, la dissennateza dell'uomo e delle amministrazioni ha permesso che dalla spiaggia venissero portati via circa due milioni di metri cubi di sabbia. Una volta eseguito, però, è stato presentato come 'intervento di protezione civile', mentre "da questa voce - ha spiegato Tiana - sono stati presi solo i finanziamenti". A questo punto, ha continuato il responsabile di Legambiente, "e ora che la Regione si riprenda le sue competenze che, in precedenza, aveva delegato alla Provincia".
"Una gestione chiara", è stata auspicata da Luciano Uras, che ha anche ipotizzato una autorità d'ambito per l'intervento di ripristino" e per ogni nuova opera realtiva alle spiagge". L'astuzia della ragione, "anche a partire dal disastro realizzato al Poetto - ha affermato Giovanna Cerina - ha creato oggi una maggiore sensibilità pubblica che permetterà di impedire tanti altri piccoli casi-Poetto che purtroppo esistono o stanno per capitare in Sardegna. Anche sulla base dell'esperienza cagliaritana, ogni intervento di ripristino dovrà essere progettato con un livello di approfondimendo alto".
di R. P.

"Ripristinare la spiaggia del Poetto"


CAGLIARI. Salvare il Poetto dal degrado fare un'opera di ripristino ambientale e paesaggistico, questa la richiesta fatta ieri mattina in occasione della puntata cagliaritana della Goletta Verde. "Entro l'anno domandiamo alla Regione almeno le linee generali di un progetto di intervento per ridare alla Sardegna la sabbia bianca e fine del Poetto", ha chiesto Vincenzo Tiana (responsabile regionale di Legambiente). Ieri mattina la Goletta, dopo le tappe di Villasimius (domenica) e di Calasetta (martedì), ha continuato col capoluogo dell'isola proprio per rilanciare la spiaggia dei Centomila e la necessità di un'opera riqualificazione dal degrado provocato dal ripascimento. Verso mezzogiorno, dopo essere salpati dal porto storico, la Goletta ha stazionato davanti al Poetto. Una 'task force' di Legambiente è sbarcata su un gommone di fronte allo stabilimento del Lido e, simbolicamente, ha piazzato a ridosso della battigia uno striscione che ha dato voce al desiderio di tutti i cagliaritani: "Ridateci la sabbia bianca".
Questa mattina l'equipe della Goletta diffonderà i dati delle analisi del mare fatti nelle coste di Cagliari e di Oristano. Poi riprenderà il viaggio e venerdì sarà ad Arbatax, sabato a Siniscola per chiudere con la premiazione, il giorno 22, della spiaggia più bella: quella di Berchida. Ieri mattina, intanto, due consiglieri regionali presenti all'incontro (Giovanna Cerina di Progetto Sardegna e Luciano Uras di Rifondazione comunista) hanno promesso la presentazione di una mozione per aprire un dibattito nell'assemblea regionale. L'obiettivo è quello di dare una regolamentazione agli interventi sulle spiagge: al fine di evitare altri casi-Poetto; e di prevedere un'opera di ripristino dei valori paesaggisti e ambientale della spiaggia.