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pubblicato da L'Unione Sarda il 20 luglio 2004

Balletto: i professori hanno toppato


Poetto. Sugli errori nel ripascimento il presidente chiama in causa anche il Comitato scientifico

«La Provincia vive ed opera dentro una campana di vetro e mi stupisce come iniziative che la riguardano vengano prima comunicate alla stampa». L’indagine conoscitiva annunciata dal nuovo assessore regionale all’Ambiente sul ripascimento della spiaggia del Poetto, ha suscitato non poche perplessità nel presidente Sandro Balletto. Il quale senza scomporsi più di tanto lascia intendere che i compiti istituzionali degli enti pubblici hanno confini ben marcati. A ciascuno il suo. Non lo dice ma è la stessa cosa. Parla invece a ruota libera quando si tratta di delineare il ruolo che la Provincia vuole recitare in questo nuovo corso delle vicende del Poetto. Respinge l’accusa di aver voluto fare tutto in beata solitudine e tanto per essere preciso lancia un preciso segnale al sindaco Emilio Floris: «Il Comune di Cagliari è stato sempre coinvolto nel programma degli interventi da effettuare sull’arenile del Poetto. Cito solo l’ultimo caso, le dune da realizzare sulla spiaggia per frenare l’erosione: all’inizio di aprile c’è stata una riunione in cui la Provincia ha presentato così come richiesto dalla Regione un progetto al Comune, alle associazioni ambientaliste e all’Università chiedendo suggerimenti. Ad oggi non è arrivato alcun suggerimento. Per il 28 di questo mese ci sarà un nuovo incontro, spero che abbia un seguito. La Regione sarà informata preventivamente di ogni decisione che sarà eventualmente presa». Ma la lingua batte dove il dente duole, e Balletto non nasconde la delusione per il capitolo che nell’intera vicenda occupano gli studi del Comitato scientifico («Nominato dalla Giunta che mi ha preceduto» puntualizza per sgombrare il terreno da altri sospetti) che ha effettuato gli studi tecnici e ambientalisti sul ripascimento. «I risultati ottenuti - dice amareggiato - non sono quelli che mi erano stati assicurati. Ho rispettato i tempi previsti per la sistemazione dell’arenile, ma mi sembra che questi professori abbiano davvero toppato. Nulla è sostanzialmente cambiato. Mi dispiace ammetterlo ma è così perché oggi la spiaggia del Poetto sarebbe dovuta essere ben diversa». Sul banco degli imputati del ripascimento, Balletto non mette soltanto i professori universitari (qualcuno giunto anche da Roma), gli ingegneri ed i geologi che hanno effettuato il monitoraggio sulla cava sottomarina prima dei prelievi ma i suoi stessi collaboratori. Non ne fa i nomi ma dice chiaro e tondo di essere stato tenuto all’oscuro su tutto ciò che non rispettava il ruolino di marcia dell’operazione. «Chi doveva controllare - dice molto seccato - non ha controllato nè durante nè dopo il ripascimento. Sulla spiaggia doveva finire una sabbia ben individuata e selezionata - come avevano assicurato dagli esperti - invece così non è stato». E adesso, cosa può accadere? «Qui siamo e qui restiamo, pronti a fare quanto è nelle nostre possibilità. Le soluzioni verranno cercate tutti assieme, Regione, provincia e Comuni e associazioni, sperando che tutto si possa risolvere in tempi brevi. Nel contempo sarà nostra cura grigliare la sabbia più grossolana per il miglior uso della spiaggia».

di Giovanni Puggioni

«Quella sabbia diventerà bianca»


Le dichiarazioni rilasciate dai tecnici che si sono occupati del Poetto e del ripascimento. Le previsioni dei docenti sono state formulate nella primavera di due anni fa, vale a dire poco dopo che la draga Antigoon aveva cosparso la spiaggia con la sabbia pescata dal fondale. «Per quanto riguarda il colore vorrei dire soltanto che si tratta di sabbia che vede la luce del sole dopo 8500 anni. Ci penserà l’aria a schiarirla e il mare a darle l’ondulazione, a livellare e ricostituire l’habitat naturale. Sulla qualità aggiungo che ha un composto di quarzo (60 per cento), feldfosfati (15 per cento) e frammenti organici (10 per cento) ed è quindi del tutto analoga a quella esistente». (Paolo Orrù, docente al dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Cagliari, 9 marzo 2002) «Sarebbe successa la stessa cosa se avessimo portato in superficie materiale di cava. Si tratta di materiali freddi e quindi sensibili all’azione dell’aria: dopo una naturale ossidazione la sabbia cambierà completamente colore. Così la granulometria: i sedimenti sono più che idonei». (Andrea Atzeni, docente di Idraulica Marittima all’Università di Cagliari, 9 marzo 2002) «Ottima, è sabbia prelevata dopo millenni di giacenza sul fondale marino, normale che abbia una colorazione grigia che, col tempo, diventerà più chiara. (...) Si dia tempo al tempo. Come si fa a pretendere tutto subito? Un paziente affetto da una grave malattia non può pretendere di entrare in ospedale e uscirne il giorno dopo con tutti gli organi a posto: bisogna avere pazienza. Siamo certi, per i rilievi eseguiti, che la rena è buona, adatta per ripristinare la spiaggia del Poetto». (Antonio Ulzega, docente di Geomorfologia all’Università di Cagliari, 11 marzo 2002) «La cava al largo non creerà problemi come negli anni ’60: è un’area limitata dove peraltro anche le correnti sono irrilevanti». (Leopoldo Franco, docente al dipartimento di Idraulica dell’Università La Sapienza di Roma, 14 marzo 2002) «La reale novità nella nuova sabbia è rappresentata dall’abbondanza dei gusci di conchiglie, delle alghe, dei briozoi e dei coralli. Una componente che non esisteva più nella spiaggia residuale del Poetto, resa sterile dall’uomo durante il suo saccheggio, ma abbondava nella spiaggia originaria. La nuova spiaggia sarà quindi sicuramente un po’ diversa. Sarà un Poetto in stadio giovanile, sempre candido, ma più naturale».

di Paolo Orrù