pubblicato da Il Sardegna il 20 aprile 2006
Il Poetto verso un altro ripascimento
«Ma questa volta il malato guarirà»
Ambiente. La commissione tecnico scientifica della Regione presenta il piano di ripristino del litorale
Il malato Poetto può guarire.
Con il tempo, ma soprattutto
con cure adeguate. E interventi
mirati: dalla grigliatura
di tutto il materiale presente
nell'attuale sabbia fino a un
nuovo ripascimento. La ricetta
prevede da un lato una sorta di
“tappe to” di sedimenti migliori
che copra e sostituisca, con il
tempo, quelli attuali. Dall'altro,
la sostituzione del materiale
versato nel litorale nel 2002
dalla draga con sabbie presenti
in profondità nella stessa spiaggia.
Il Poetto quindi si prepara
all'estate imminente e , forse, a
un altro ripascimento. Parola
che fa rabbrividire, tanto che
verrebbe quasi la tentazione di
usare un altro vocabolo, almeno
per scaramanzia. «Ripristinare
è una bella parola», sorride Tonino Dessì, l'assessore
regionale all'Ambiente che ha
stilato, insieme a una commissione
tecnico scientifica, la diagnosi
e la cura da adottare per
far riprendere al gigante acciaccato
almeno un po' del colore di
una volta.
DUE TOMI, quelli elaborati dalla
squadra formata da Enzo Pranzini,
ordinario di geomorfologia
e Pierluigi Aminti esperto di
idraulica, entrambi dell’Un iversità
di Firenze affiancati dal
professor Enrico Corti (composizione
architettonica) dell’Ateneo
cagliaritano. Due diagnosi
distinte ma anche complementari
che adeguatamente messe
sul campo potrebbero restituire
al Poetto la sua vera identità:
sabbia bianca e finissima e acacque
cristalline. All'indagine per
la salvaguardia dell'arenile ha
partecipato anche la Progemisa.
Un pool di studiosi coordinati
dal direttore generale Simonetta
Fanni che conferma: i
sondaggi effettuati nei mesi
scorsi dimostrano che esistono
in profondità sedimenti fini e
chiari perfettamente idonei a un altro ripascimento.
L'altro documento riguarda
gli atti amministrativi e cerca di
ricostruire la cronologia di tutti
gli interventi, errori compresi,
che hanno portato alla trasformazione
e al declino della
spiaggia. Grigia o nera, poco
importa. Quello che conta, come
ha sottolineato l'assessore
regionale all'Ambiente, è che le
istituzioni escono male da questa
brutta storia: «Troppi gli errori
compiuti nel nome della
fretta e per non perdere i finanziamenti
». Ma d'ora in poi si
cercherà di voltare pagina. Come?
Con idee e studi di fattibilità
di Nicola Pisu