Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 20 marzo 2005

Lo sviluppo? Sale e fanghi terapeutici


Molentargius. Il centrodestra: Il nodo della produttività e la linea del sindaco Emilio Floris

«Molentargius non deve assorbire risorse pubbliche, ma ne deve produrre». Mercoledì scorso, chiudendo in consiglio comunale il dibattito sul nuovo statuto e la nuova convenzione del Parco, Emilio Floris ha messo il punto su quello che - per il centrodestra - è uno dei nodi irrisolti del Parco. La produttività, il modo in cui - stabiliti i criteri di tutela - porterà valore, anche economico, alla città. «Ci hanno detto che arriveranno 10 mila visitatori all'anno, una cifra ridicola che ci presentano come straordinaria», ha detto Pierandrea Lippi Serra, forzista, presidente della commissione urbanistica, sottolineando «l'inconsistenza del progetto-parco». Un parco nel quale, secondo il leader consiliare Anselmo Piras, «non c'è niente da vedere». Ma nessuno sprofonda sulle posizioni estremiste di Ghigo Solinas (Fi) - che non crede nell'economicità delle saline e a Molentargius avrebbe fatto alberghi e parcheggi «al servizio del Poetto» - o su quelle, simili, di Gianni Chessa (Udc), che crede che sull'ippodromo e su Molentargius si sia persa un'occasione «perché noi amministratori abbiamo il dovere di creare lavoro che a Cagliari non c'è ed è lì, attorno al mare, che si poteva crearne. Ce ne pentiremo amaramente», ha detto Chessa. Ma forse la risposta ai quesiti arriva proprio dalle parole del sindaco. «Le fonti di ricchezza del parco possono essere principalmente tre: le saline, fondamentali per salvaguardare l'ecosistema, che devono essere riattivate, le visite guidate, che portano ricchezza diretta e indiretta, nel senso che portano in giro l'immagine della città e una forma di termalismo». Un'idea emersa in passato che Floris rispolvera ora che si avvicina il momento delle scelte operative. «Possiamo sfruttare sia le proprietà terapeutiche dell'acqua che quelle del fango», rivela. Poi quelli che definisce «luoghi comuni», rafforzati certamente dalle esternazioni di Solinas, lo inducono anche a chiarire un principio: «Bisogna uscire dall'equivoco centrodestra-cemento, centrosinistra-protezione dell'ambiente. Nel mio programma è scritto che la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e monumentale è la base del nostro sviluppo. In questo senso vedo Molentargius, Santa Gilla e il sistema dei parchi, così come il teatro civico, come motori importanti». La chiosa di Floris è polemica: «Non ho niente contro chi costruisce, contrariamente a qualcuno che prima ha costruito e ora non vuole fare costruire, e sono sereno nel giudizio. Vorrei che lo fossero anche coloro che sotto le vesti pseudo intellettuali calpestano tutto».

di F. Ma.