pubblicato da La Nuova Sardegna il 19 dicembre 2002
"Che fine ha fatto la sabbia del Poetto?"
Un'interrogazione comunale chiede al sindaco di sapere gli esiti della commissione comunale
CAGLIARI. Che fine ha fatto il Poetto? Nove mesi fa vi fu il ripascimento del Poetto. Poi vi furono i timori dei più, compresi i consiglieri comunali, spaventati dal colore scuro della nuova sabbia e dalla granulometria grossolana. Allora la Provincia (che ha gestito l'operazione) fece il giro delle "sette chiese" e incontrò anche l'assemblea municipale. Gli esperti e i consulenti della Provincia furono schierati per spiegare "quel" ripascimento. I tecnici cercarono di rassicurare: dissero che tutto era andato come previsto, che la sabbia sarebbe ridiventata chiara nel giro di alcuni mesi. Altri precisarono che i tempi non erano immediatamente quantificabili perchè dipendevano da una serie di agenti atmosferici (l'aria e le mareggiate).
Molti consiglieri comunali, però, non vennero convinti del tutto. Le perplessità restarono anche perchè in quel periodo, in città, vi erano altri ricercatori che avanzavano varie perplessità. In diversi affermarono che quella sabbia difficilmente sarebbe ridiventata come prima. La paura di vedere rovinato un ambiente unico come il Poetto cominciò a diffondersi in città. E il consiglio comunale si fece espressione di questi timori. Venne ricordato che una anno prima, durante il dibattito assembleare per l'approvazione dell'intervento di recupero sul lungomare (che comprese anche la nuova strada del lungosaline), Cagliari aveva chiesto di poter affiancare alla Provincia una propria commissione. Ma non se ne fece niente. Nove mesi fa, l'opposizione ricordò quella circostanza e chiese che il consiglio nominasse una propria commissione di esperti: per verificare che cosa fosse capitato. Allora la maggioranza respinse la proposta e accettò l'indicazione del sindaco, Emilio Floris, che rimandò tutto di un anno. Il primo cittadino precisò che, visto che i ricercatori avevano affermato che occorreva del tempo prima che la spiaggia si risistemasse, sarebbe stato meglio riprendere il dibattito dopo circa un anno. Poco dopo, inoltre, sollecitato dai dubbi dell'opinione pubblica, il sindaco Floris e l'assessore all'Ambiente, Gianpaolo Marchi, nominarono due ricercatori che avrebbero dovuto essere i garanti per la raccolta di una serie di campioni da fare, poi, analizzare _ dissero _ in un laboratorio americano o, in ogni caso, non italiano (per impedire che vi fossero influenze di vario tipo). In più: il laboratorio che avrebbe dovuto studiare i campioni, lo avrebbe fatto senza sapere da dove provenivano: come ulteriore precauzione (sempre per evitare eventuali influenze). Ora sono passati nove mesi, in più c'è stata una forte mareggiata che ha lasciato segni pesanti sul lungomare. Da qui l'interrogazione di Giorgio Cugusi (Ds) che chiede di sapere a quali conclusioni è approdata la commissione (coloro che avrebbero dovuto analizzare i campioni? E, qualora "le conclusioni fossero 'non in linea' con le aspettative illustrate in Consiglio dai consulenti dell'amministrazione provinciale, quali provvedimenti e/o iniziative" il sindaco "intende emettere o intraprendere?". Durante il dibattito in consiglio comunale (e anche in altre sedi), la Provincia precisò che ci sarebbero voluti alcuni mesi, prima di poter vedere i risultati positivi del ripascimento. Ora alcuni mesi sono passati, inoltre c'è l'impegno del sindaco sulla riapertura del dibattito in Consiglio. Il primo cittadino, pur mantenendo una posizione prudente, affermò anche che, qualora il risultato finale del ripascimento fosse risultato dannoso per il Poetto e, indirettamente, per la città, avrebbe agito di conseguenza. Ora la questione Poetto è sempre aperta. La parola passerà al consiglio comunale e al sindaco, come massime espressioni della città.