pubblicato da La Nuova Sardegna il 19 novembre 2008
Molentargius: Entro l'anno l'appalto per le saline
La Regione stanzia un milione e 400mila euro per la gestione del parco
CAGLIARI.
I dirigenti del parco di Molentargius tirano un sospiro di sollievo: l'altro ieri la giunta regionale ha
approvato lo stanziamento di un milione e 400mila. Inoltre l'appalto per l'affidamento delle saline sarà bandito entro
l'anno: lo afferma l'assessore regionale Cicito Morittu (Ambiente). Mariano Mariani, il direttore generale del Consorzio
del parco aveva preparato un progetto per il riavvio della produzione del sale. E chiesto che fosse il Consorzio di gestione
a iniziare il processo, per poi passare la mano (entro due anni) a una società privata.
Una richiesta considerata importante, da parte del consorzio, anche per creare "protocolli di intervento che permettano
di rispettare l'aspetto ambientale del sistema umido di Molentargius".
L'assessore Morittu, da parte sua precisa di conoscere queste esigenze: "Attualmente siano in fase avanzata - afferma - nella
preparazione del capitolato d'appalto e coinvolgeremo anche il Consorzio nella stesura, proprio per questi aspetti: la
produzione non deve andare a discapito della valorizzazione ambientale. E contiamo, entro quest'anno, di bandire l'appalto".
In settimana, inoltre, c'è stato un incontro tecnico tra il Consorzio e gli assessorati agli Enti locali (proprietario del
compendio) e all'Industria (titolare delle concessioni per l'estrazione del sale). Sul tavolo alcuni nodi da superare legati
al riavvio della produzione del sale. Viste le notizie sulla preparazione del bando di gara formite dall'assessore Morittu,
si sarà trattato di precisazioni utili al perfezionamento del capitolato d'appalto (le regole che dovrà seguire chi
parteciperà al bando per la gestione dell'impresa del sale).
Resta il fatto, però, che la richiesta fatta dal Consorzio (di poter iniziare direttamente l'avvio della produzione) non
è stata accolta.
La ripresa dell'attività saliniera non è un qualcosa di estraneo al complesso: lo stagno non esisterebbe senza le saline.
Molentargius è infatti un sistema umido nato (nella fisionomia che vediamo oggi) in seguito all'antropizzazione prodotta
dalle cittadine che insistono su di esso. Il Bellarosa Minore, ad esempio, prima non esisteva: è sorto "grazie" agli
scarichi dell'hinterland, tanto che a un certo punto - non essendo questi regolati - si è arrivati all'inquinamento e
alla chiusura delle saline. Poi c'è stato un finanziamento di centoventi miliardi di vecchie lire per la riqualificazione
del compendio e, infine, la nascita del parco regionale.
Non solo: sin dall'inizio dell'Ottocento, quando sorse la prima industria del sale organizzata, si pose il problema di far
affluire l'acqua del mare nello stagno. E così, col tempo, lo specchio acqueo originario è diventato il Bellarosa
Maggiore: l'attuale vasca presalante da cui, tramite un sistema di canali, l'acqua viene immessa nelle vasche salanti
propriamente dette, gli specchi delle saline. Ma oggi ci sono problemi di manutenzione ("anche straordinaria") legati
alle saline che non sono eseguiti da altre 15 anni. E questo ha prodotto una situazione di degrado, accentuata dalle
recenti fortissime piogge. Ed è per questo che gli ambientalisti, da Legambiente al Wwf, hanno chiesto da anni che
riprenda la produzione del sale: "È indispensabile - precisa Luca Pinna, responsabile regionale del Wwf - che il compendio
abbia una regolazione idraulica efficiente e questa può esserci solo quando sarà ripresa l'attività delle saline".
di Roberto Paracchini