pubblicato da Il Sardegna il 19 novembre 2007
Nel parco è guerra sugli stipendi
«Dirigenti, tagliatevi i compensi»
Il parco delle speseche non
fi niscono mai. L'oasi che non
decolla: è quella di Molentargius,
per la quale sono già stati
spesi sinor a oltre 65 milioni di
euro, bonif iche comprese. Il
Parco è in balia degli incendi,
delle discariche incontrolla te,
degli scarichi e degli abusi edilizi.
E ora sono gli ambientalis ti
ad andare all 'attacco e a parlare
di nuovi, grandi sprechi a Molentargius.
A pochi mesi di distanza
dall 'appello dell'ex assessore
regionale all 'ambiente
Tonino Dessì che diceva: «Sbagliato
chiedere altri soldi alla
regione, risparmiare si può». E
in vece dall 'Ente di un parco
istituito ma mai valorizza to e
reso utilizzabile, è partita la richiesta
di altri finanziamenti:
«P ochi giorni fa il dire ttore Ma -
riani ha chiesto altri 1,5milioni
di euro all 'anno alla Regione -
denunciano gli Amici della Terra
e il Gruppo di In tervento giuridico
- affermando che in caso
contrario il parco chiuderà entro
maggio del 2008 perché le
casse sono vuote. Ci chiediamo:
perché i dirig enti di Molentargius
non seguono l'esempio dei
loro colleghi di Porto Conte che
per lo sviluppo dell'oasi si sono
decur tati gli stipendi?».
ED È PROPRIO sulle cifre e sugli
stipendi che si scatena la nuova
polemica. centottantamila euro
all 'anno per sei consulenti
che si occupano della programmazione
del parco di Molentargius.
«È possibile risparmiare
qualcosa anche qui? - scrivono
gli ecologisti in una nota - Vogliamo
conoscere con esattezza
il rendiconto delle spese finora
sostenute e il piano di gestione.
Molentargius merita tutte le attenzioni
per l' impor tanza della
sua zona umida, ma ci pare che
qui siamo ai saldi di fine stagione,
polli sultani compresi.
Come dimostra la richies ta di
altri milioni di euro per i prossimi
cinque anni. Su alcune attività
previste, come la “predisposizione
di proposte per il risanamento
degli abusi edilizi”,
abbiamo espresso forti dubbi di
legittimità». Mentre l'ex assessore
Dessì ha lancia to invano
l'appello a sfrut tare fi nanzia -
menti comunitari: «Non deve
sempre essere mamma Regione
a pagare le spese di questo parco
». Ma dopo la “ripulitura”
dell'oasi dai tralicci elettrici, si
attendono ancora i passi concreti
per il parco-fantasma.
di Jacopo Norfo