Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 19 novembre 2005

Trenta aspiranti per la poltrona di direttore


Parco di Molentargius, la scelta del cordinatore avverrà alla fine di dicembre
QUARTU. Buone nuove per il Parco Molentargius-Saline. Ieri era l’ultimo giorno per candidarsi a una delle poltrone più ambite, quella di direttore dell’area naturale. L’investitura ufficiale è prevista alla fine di dicembre. I curricula giunti nella sede del consorzio, nel palazzo dei Sali scelti, sono una trentina, provengono anche dalla penisola, e sono destinate ad aumentare. È una nomina attesa da diversi mesi: quando il Parco avrà il suo direttore, il consorzio potrà operare al cento per cento e, di conseguenza, affrontare al meglio i problemi dell’area umida. Per capire quanto sia importante il ruolo svolto dal Dg, basta ricordare i suoi compiti principali: dirigere, coordinare e sorvegliare tutta l’attività del consorzio. «In due parole - spiega il presidente Gigi Ruggeri - il direttore fa funzionare tutto il Parco, che diverrà finalmente operativo. Ora l’assemblea si pronuncerà sull’iter da seguire per la selezione dei candidati: quasi sicuramente sarà indicato un esperto che passerà al vaglio le domande pervenute per poi assegnare definitivamente l’incarico. Tra le discriminanti, i titoli e le esperienze già maturate: si tratta di una mansione di grande responsabilità e non possiamo permetterci l’assunzione di persone poco preparate o improvvisate». Anche perché, ogni mese, al Park manager spetterà uno stipendio di diecimila euro: non male, in tempi di magra, anche se si tratta dello stipendio lordo e comprensivo degli oneri. «Il bando pubblicato nei mesi scorsi fissa un compenso “tutto compreso” di centoventimila euro annui - ricorda Ruggeri - ci siamo mossi in questa direzione perché, spesso, il fatto di spendere meno comporta un livello qualitativo di basso profilo». Occhi puntati, ora, sui progetti presentati dal consorzio per accedere ai finanziamenti regionali e comunitari: il primo piano di interventi riguarda la salvaguardia delle specie protette, a cominciare dal pollo sultano, ed è stato presentato nelle scorse settimane grazie al progetto Life Natura, promosso dall’Unione europea. Il consorzio però si sta muovendo anche in altre direzioni. Che portano dritte ai finanziamenti regionali sulla misura 1.5 del Por Sardegna 2000/2006. In ballo, ci sono quindici milioni di euro da spalmare sull’intera rete ecologica isolana: se tutto dovesse andare per il verso giusto, i fondi permetteranno al consorzio di predisporre il piano di gestione, attivare ulteriori iniziative per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell’area, e programmare le iniziative volte alla promozione delle attività locali e delle proposte imprenditoriali ecocompatibili. Buone notizie anche sul fronte economico: «Abbiamo ricevuto un contributo regionale pari a cinquecentomila euro - dice Ruggeri - per il momento ci permetteranno di lavorare al meglio, ma in prospettiva non sono poi tanti». E i problemi del Parco, come ad esempio l’ingresso incontrollato delle automobili? «Abbiamo pubblicato il bando per la telesorveglianza degli ingressi - ricorda il presidente - e ora le proposte sono al vaglio della Regione che, entro qualche settimana, dovrebbe pronunciarsi sull’affidamento del servizio. Un’altra questione preoccupante è il randagismo: dobbiamo potenziare la vigilanza, per evitare che si ripetano le razzie degli anni scorsi».
di Pablo Sole