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pubblicato da La Nuova Sardegna il 19 agosto 2004

Molentargius, allarme per un incendio


I vigilantes limitano i danni, poi l’arrivo dei vigili del fuoco
QUARTU. Molentargius ancora in fiamme e questa volta a rischiare grosso non sono stati soltanto i sempre più rari fenicotteri e polli sultani. L’incendio all’improvviso, alimentato da un forte vento, è entrato in una casa di via Don Giordi, lungo la strada che taglia in due l’area umida tra Quartu e Cagliari. Attimi di paura e una famiglia è stata costretta ad abbandonare l’abitazione in fretta e furia e a trovare scampo nell’asfalto di via Is Arenas. Qualche colpo di tosse, ma nessun ferito. Paura, quella sì, tanta: non capita tutti giorni di sedersi a tavola e vedere dalla finestra il fuoco che galoppa e macina metri in direzione della propria abitazione. E invece è quello che è successo ieri, all’ora di pranzo. Tutto è iniziato con un incendio in un campo di via Don Giordi: sembrava poca roba, ma, proprio mentre stavano arrivando i vigili del fuoco, le fiamme sono diventate sempre più alti e complice il vento, hanno puntato in direzione di una rivendita di alluminio e di una abitazione in cui padre, madre e figli erano riuniti in cucina davanti alla tavo la con la tv accesa sulle Olimpiadi. C’è stato giusto il tempo di raccattare le cose più preziose, gioielli di famiglia e documenti. Poi tutti fuori, lontano dal pericolo, ad aspettare l’arrivo dei soccorsi. I primi ad arrivare sono stati i volontari della Paff, Protezione ambiente flora e fauna: i vigilantes hanno cercato di limitare i danni prima dell’arrivo dei vigili del fuoco cercando di isolare la cucina, dove c’era una bombola a gas, dalle fiamme. Poi sono arrivati gli idranti dei pompieri: giusto in tempo per evitare che della casa non rimanesse più nulla. Un intervento di un’ora e mezzo e poi, insieme al proprietario della abitazione, non è rimasto che fare la conta dei danni. Muri anneriti, tendaggi distrutti, e ci sono passati pure porte, tavoli e sedie. Diverse migliaia di euro di danni, ma soprattutto molta rabbia e molto spavento. Secondo le prime ricostruzioni le fiamme sarebbero partite da un campo adiacente alla casa. Forse un maldestro tentativo di fare pu lizia: l’obiettivo, probabilmente, era far fuori erbacce e zecche. E i nvece è stata sfiorata la tragedia. Una estate terribile per gli incendi a Molentargius, soprattutto a luglio: sono stati almeno cinque i roghi che hanno messo paura. Quasi tutti concentrati nella zona della casa andata a fuoco ieri mattina: i segni del primo rogo della stagione sono ancora visibili a bordo strada lungo via della Musica. L’ultimo grosso incendio risale a tre settimane fa: allora le fiamme partite dal canneto di via Fiume attraversarono la strada minacciando anche le prime case del quartiere di Quartello. Un incendio domato nel giro di quattro cinque ore: erano intervenuti tre elicotteri e via Fiume era stata precauzionalmente chiusa al traffico. Un segnale d’allarme che evidentemente non è stato preso in considerazione. Per garantire una sorveglianza come si deve all’area umida tra Cagliari, Quartucciu, Quartu e Selargius serve, come hanno sottolineato in diverse occasioni le associazioni ambientaliste Gruppo d’intervento giuridico, Amici della Terra, Argona uta, Wwf e Legambiente, un consorzio di gestione. Il problema è che i comuni del parco non si mettono d’accordo sullo statuto: ce ne dovrebbe essere uno solo e invece fino a questo momento consigli comunali e assemblea provinciale ne hanno approvato quattro. Uno diverso dall’altro. Ora l’unica speranza è che la Regione sblocchi l’impasse: il consorzio di gestione potrebbe partire dallo statuto votato da Cagliari e Quartu, ma Provincia, Quartucciu e Selargius non sono d’accordo.
di Stefano Ambu