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pubblicato da L'Unione Sarda il 19 giugno 2004

Il fuoco attacca Molentargius


Allarme in via della Musica

Un violento incendio ha devastato due ettari di canneto a Molentargius. Per due ore le strade confinanti con l’area umida tra Quartu e Cagliari sono state invase dal fumo acre prodotto dal rogo. Via Della Musica è stata chiusa al traffico e la circolazione è stata deviata nelle altre arterie vicine. Le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio tra le sterpaglie all’incrocio con via Turati e, alimentate dal forte vento, hanno camminato velocemente aggredendo la vegetazione. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco che hanno cercato inutilmente di azionare gli idranti sistemati mesi fa dalla Provincia per garantire le scorte d’acqua in caso di incendi. Ieri, sin sono dimostrati assolutamente inadeguati, e i pompieri sono stati costretti a fare la spola ripetutamente tra il punto dell’incendio e la caserma di viale Marconi per riempire le autobotti. Con i vigili a Molentargius hanno operato anche i soci dell’associazione di volontariato Paf di Quartu, i ranger del Corpo forestale e di vigilanza ambientale impegnati nel controllo all’interno del parco, oltre agli agenti della polizia municipale e una pattuglia del commissariato di Quartu. Saranno ora i pompieri e i forestali a dover verificare l’origine del rogo, che con tutta probabilità potrebbe essere di natura dolosa. L’allarme è scattato poco dopo le sedici. I primi ad accorgersi di quanto stesse accadendo sono stati i residenti delle palazzine di via Della Musica che, spaventati dalle fiamme sempre più vigorose, si sono riversati in strada. «Abbiamo visto il fumo salire verso i nostri appartamenti. Era così denso che non ci permetteva di capire quale fosse la vera entità dell’incendio. Sono stati momenti di paura, credevamo che le fiamme potessero invadere le case», raccontano. Così, in tanti si sono precipitati ai telefoni per allertare i vigili del fuoco. In pochi minuti a Molentargius sono arrivate le autobotti con i vigili urbani, ma la sorpresa è stata amara quando le colonnine dell’antincendio si sono dimostrate inutilizzabili. Dopo aver aperto i bocchettoni e collegato gli idranti, i pompieri si sono resi conto, amaramente, che quegli impianti che avrebbero dovuto assicurare le scorte d’acqua in tempi rapidi, erano fuori uso. Costringendo il personale a perdere tempo utile per poter ricostituire le scorte nella caserma di viale Marconi . «Un brutto incendio - conferma il caposquadra dei vigili, Franco Barbarossa - in pochi minuti le fiamme hanno distrutto circa ventimila metri quadrati di territorio tra sterpaglie, alberi, canneto e cespugliato. Non abbiamo purtroppo potuto accertare ancora le cause del rogo, potrebbe essere stata anche una sigaretta gettata per terra vicino all’erba secca». Quello di ieri pomeriggio a Quartu è il primo rogo di notevoli proporzioni del sud Sardegna. Eppure, nonostante le ordinanze per la bonifica delle aree a rischio, molti terreni pubblici e privati continuano a restare ricolmi di erbacce. Veri e propri focolai, a ridosso delle abitazioni, che costituiscono un grave rischio e un potenziale pericolo.

di Giorgia Daga