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pubblicato da L'Unione Sarda il 19 giugno 2004

Poetto, duello sulla spiaggia


Il ritorno dell'assessore Renzo Zirone: non è mia competenza tirare a lucido l'arenile

Non bastavano la sabbia grigia e le nuvole di polvere a un metro dal bagnasciuga. Adesso i cumuli d’immondizia hanno fatto esplodere un nuovo caso Poetto in Consiglio provinciale. A lanciare il cerino è stato il capogruppo di Alleanza Nazionale Pierpaolo Nieddu. L’assessore Renzo Zirone gli ha risposto che la pulizia è di competenza comunale. La lite Provincia-Comune è proseguita con la replica secca del sindaco: «Gli operai sono al lavoro da avant’ieri. Dunque, dov’è il problema?». La vera notizia è che Renzo Zirone è tornato. Dopo mesi di oblìo l’assessore ai Lavori pubblici ha ripreso ad occuparsi del Poetto. Non per scelta ma per dovere istituzionale, cioè rispondere a un’interrogazione firmata dal consigliere Nieddu. Questa volta, però, si è limitato all’essenziale, giusto per non far scaldare troppo gli animi: «La pulizia è compito del Comune, la Provincia non ha alcuna competenza in merito». Questo è accaduto durante la riunione del Consiglio. Ieri l’assessore ai Lavori pubblici è tornato sull’argomento: «La manutenzione del Poetto spetta ai Comuni di Cagliari e Quartu. Ritengo che il primo stia facendo il proprio dovere». E l’assessorato guidato da lui pure: «Siccome ci sono pietre all’interno dell’arenile stiamo facendo dei lavori. Tutto previsto dal progetto originario di ripascimento, s’intende». Zirone pronuncia la parola ripascimento e gli viene istintivo sollevare la voce di un tono: «Un infarto e due bombe, ecco cosa ci ho guadagnato. Non ho nessuna voglia di andare allo scontro per lo scontro. Mi hanno detto di tutto, ci manca solo che mi accusino di lasciare la spiaggia sporca anche se non c’entro nulla». Chi non l’ha presa bene è il sindaco: «I lavori di pulizia sono iniziati da un paio di giorni. L’iter procedurale è piuttosto lungo, purtroppo c’è voluto un po’ di tempo per arrivare alla conclusione. Quanto al consigliere Nieddu, in quanto tale dovrebbe sapere che le voci di spesa dei cantieri sono diverse da quelle dalle quali si attinge per affittare i maxi schermi, e sottolineo affittare. Questo è un raro caso di mancanza di rispetto istituzionale, bastava che Nieddu chiamasse un rappresentante del suo partito in Consiglio comunale per soddisfare a stretto giro di posta la sua curiosità». Tornando a Zirone. Passi la voglia di non scontrarsi a muso duro per la pulizia della spiaggia, ma poteva rinunciare a togliersi qualche sassolino dalla scarpa? «Un mese fa ho organizzato una riunione a palazzo Regio con tutte le associazioni ambientaliste per presentare il progetto di dune salva spiaggia. Nessuna proposta da parte loro. Se si limitano a dire che bisogna buttare tutto a mare, nulla va bene, rispondo che non è possibile». Prese alla sprovvista dalle sue parole, le associazioni ambientaliste si difendono. Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente, spiega che le controproposte sono quasi pronte: «Stiamo studiando le carte, per questo non abbiamo ancora risposto formalmente». In pillole, Legambiente alla Provincia dirà questo: «Il sistema dunale non può essere a se stante. Siamo convinti che non possa essere fatto alcun intervento che prescinda da un progetto complessivo di recupero del Poetto. Proponiamo di fare un esperimento in una zona, poi con i risultati in mano si possono fare le valutazioni necessarie». E comunque «la Regione deve riprendere in mano la situazione, e rimediare ai disastri fatti col ripascimento». Tiana non va oltre. «Questione di prudenza. - dice lui - Ogni tanto qualcuno propone di portare sabbia da qualche angolo del mondo. Non vogliamo aggiungerci al coro. Preferiamo i fatti alle soluzioni fantasiose».

di Paolo Paolini