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pubblicato da La Nuova Sardegna il 19 giugno 2002

"Non mischiate le sabbie del Poetto"


Ordinanza (tardiva) della sovrintendenza per imperire che vanga ulteriormente danneggiato il paesaggio
La Legambiente: 'Un piccolo segnale di tutela della spiaggia'

CAGLIARI. Si grida al lupo quando le pecore sono già fuggite dal recinto. Il sovrintendente ai beni archeologici, paesaggio e patrimonio storico ha ordinato di non ricoprire la nuova sabbia del ripascimento con la vecchia bianca e soffice. Insomma: l'originaria e finissima sabbia non deve essere mischiata con la nuova, più scura e grossolana. Ma l'intervento è certamente tardivo: tutta la sabbia è già stata mischiata. Solo le continue richieste dell'opinione pubblica hanno smosso la sovrintendenza.
La Legambiente aveva chiesto da tempo di non mischiare i due tipi di sabbia, lamentando che in questo modo si sarebbe impedito un controllo sul processo di "miglioramento" della nuova sabbia. I tecnici che supportano la Provincia, infatti, hanno affermato più volte che il colore scuro della sabbia sarebbe progressivamente scomparso col processo di ossigenazione della nuova sabbia. Quest'ultima è stata prelevata a una profondità di circa 40-45 metri da un giacimento di 8.500 anni fa. L'assenza d'aria aveva prodotto la formazione dei sulfurei (il colore scuro) che l'aria dovrebbe eliminare. Da qui la richiesa di non coprire la sabbia vecchia con la nuova: per permettere al materiale del ripascimento di avere il massimo di contatto con l'aria. In particolare il 7 giugno, a tre mesi dall'inizio del ripascimento, la Legambeinte aveva chiesto di nuovo in una conferenza stampa (a cui avevano partecipato illustri studiosi, come l'accademico dei Lincei, Giovanni Lilliu, l'amministrativista, Umberto Allegretti, e l'urbanista Antonello Sanna) che venissero bloccati i lavori di copertura della nuova sabbia con quella vecchia.
Nell'ordinanza della sovrintendenza si precisa anche che "per quanto riguarda le operazioni di ricopertura delle sabbie di ripascimento con quelle originarie, ammassate a suo tempo a bordo spiaggia, non risultano approvati in sede di conferenza di servizi" (dell'agosto del '99). E ribadito che i lavori di ricopertura "potrebbero compromettere l'ossigenazione delle sabbie di ripascimento". Da qui il documento per "l'immediata sospensione dei lavori in essere".
Il documento della sovrintendenza ha la data dell'11 giugno. La Provincia, manco a dirlo, si è tenuta il documento ben nascosto, guardandosi bene dal renderlo pubblico. Solo ieri l'intervento dell'organismo periferico del ministero dei Beni culturali è diventato di dominio pubblico grazie alla Legambiente, a cui è stato inviato "per conoscenza". Ma tant'è, la trasparenza non sembra proprio di casa alla Provincia. Ma un appunto va fatto anche al gravissimo ritardo della sovrintendenza, intervenuta solo dopo reiterate richieste da parte delle associazioni ambientaliste e dell'opinione pubblica.
"Finalmente - afferma in un documento la Legambiente - un piccolo segnale per la tutela del Poetto". Va detto, però, che la sabbia che era stata accumulata a bordo spiaggia è già stata sparsa sopra la nuova, con la giustificazione che, altrimenti, il vento l'avrebbe portata via. Non solo: questo tipo di operazione è sta fatta anche in alcuni stabilimenti balneari, in particolare al Lido, che aveva conservato una notevole quantità di vecchia sabbia.
L'intervento del sovrintendente, afferma Vincenzo Tiana (presidente regionale della Legambiente), è avvenuto "anche a seguito delle nostre iniziative e del sopralluogo effettuato il giorno 7 giugno in cui si accertò che la spiaggia era il regno di pale meccaniche e ruspe, che provvedevano a distribuire e spandere la binchissima sabbia originaria del Poetto sulla scura e grossolana del ripascimento". Anche se avvenuto in ritardo, lo stop della sovrintendenza, spiega Tiana, "è importante pechè attesta l'illegittimità di questa operazione non prevista nel programma di recupero del litorale". Viceversa "nei documenti progettuali era contemplata la ricostruzione del cordone dunale lato strada per valorizzare questo sistema ambientale pregevole del litorale, creando quindi una fascia di transizione tra spiaggia e strada". Oggi, invece, questo intervento di creazione delle dune "è in corso di esecuzione in maniera tale da stravolgere l'ipotesi progettuale".
di R. P.