pubblicato da La Nuova Sardegna il 19 giugno 2002
"Controlli sistematici per identificare le costruzioni abusive"
QUARTU. Case che nascono come funghi nelle campagne con muretti di recinzione che bloccano l'accesso al mare: blocchetti abusivi dappertutto, anche perché non c'è nessuno che sorveglia. Quartu continua a stazionare tra i primi posti nella hit parade del mattone senza permesso: nel 2000, in Italia, era medaglia di bronzo dietro Napoli e Gela. In Sardegna, naturalmente, è al primo posto: mette in riga persino Cagliari e Sassari. "E ora di fare qualcosa _ spiega il consigliere della Margherita Gigi Ruggeri, promotore di un'interpellanza presentata ieri al sindaco Davide Galantuomo _ capisco che prendersela con gli abusivi significa tirarsi addosso impopolarità, ma così è impossibile andare avanti". Lo stesso Ruggeri aveva presentato due mesi fa un emendamento al bilancio per destinare un po' di fondi alla costituzione di una squadra di vigilantes. Ma la maggioranza non ne ha voluto sapere. L'ultima fotografia dall'alto del territorio di Quartu risale a un paio di anni fa: le immagini scattate dall'elicottero, utilizzatissime da altri Comuni, sono lo strumento più efficace per un monitoraggio come si deve. "Ma, sul settore abusivi _ spiega Ruggeri _ non si muove più nulla da un pezzo: e vorrei sapere perché". Le ultime segnalazioni riguardano la zona di via Giotto e la località Su Stangioni. "Occorrerebbe un controllo sistematico _ continua Ruggeri _ ma a Quartu impera il "lasciar fare". Gli unici che si muovono sono gli ambientalisti: nella zona di Medau Su Cramu, al confine tra Cagliari e Quartu, il Gruppo di intervento giuridico ha scovato ben 184 casi di abusi edilizi. Gli ultimi accordi sul Consorzio del Molentargius hanno confermato che le case fuorilegge sono proprio dentro il parco: il mattone, da quelle parti, è abusivo due volte. Su molte costruzioni senza autorizzazione c'è addirittura l'ordine di demolizione: sentenze che risalgono a una decina di anni fa _ due i casi che riguardano il Poetto, ma che nessuno si è mai sognato di far rispettare. Una beffa per il villaggio Tamarix, distrutto dalle ruspe qualche anno fa proprio in seguito a un'ordinanza di demolizione: l'episodio, infatti, è rimasto isolato. Ora protestano anche gli abitanti di Capitana: la struttura alberghiera a ridosso del porto avrebbe chiuso diversi accessi al mare. E un comitato di zona minaccia azioni clamorose.
di Stefano Ambu