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pubblicato da L'Unione Sarda il 19 gennaio 2002

Scempio sulla riva delle saline


I botanici dell'Università: distrutte due piante rare

Sotto l’asfalto del Poetto finiscono due piante in via di estinzione. La denuncia di questo “crimine” ambientale viene niente meno che dall’università, dipartimento di Botanica in viale Sant’Ignazio a Cagliari.
Due professori, Bruno Demartis e Michele Palmas, aldilà delle polemiche sul canneto sacrificato per far spazio alla rotonda di Margine Rosso, attaccano duro sullo stato di abbandono in cui versa tutto il compendio Molentargius-Saline-Poetto e la totale ignoranza sui traumi causati dagli ultimi lavori nella pineta.
Infatti proprio tra gli alberi e le vasche di evaporazione crescevano due piante inserite nella lista rossa delle specie in via d’estinzione in Italia, la Holepeplis Amplexicaulis e la Halocnemum Styrobilaceum, due tipi di piante grasse che crescono in ambienti salmastri.
Ora, al posto del loro habitat è stata realizzata dalla Provincia la nuova litoranea del Poetto: «Crescevano in riva allo stagno- spiega Bruno Demartis, docente in Botanica sistematica -proprio dove ora passa la nuova strada. Già diverso tempo fa avevo lanciato l’allarme in una conferenza pubblica ma purtroppo l’appello è caduto nel vuoto. Non escludo a priori che possano esserci altri esemplari da qualche altra parte anche se noi conoscevamo soltanto quel sito. La loro rarità attirava tantissimi studiosi da tutta l’Europa: venivano dalla Spagna, dalla Francia e persino dai paesi scandinavi. La situazione in tutto il Molentargius è drammatica: non si possono portare studiosi venuti da fuori in mezzo a immondezzai e al fetore proveniente dal depuratore di Is Arenas. Si abbia il coraggio di dire che non ce ne frega niente e che si vuole lasciare il campo libero alla cementificazione».
Dito puntato anche contro le associazioni ambientaliste che hanno fatto un’alzata di scudi contro la distruzione del canneto e su queste piante non hanno detto una parola:«Vorrei capire con quale competenza vengono portate avanti certi argomenti sui quali esiste molta ignoranza».
Contro il gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra, che avevano denunciato la distruzione del canneto, si scaglia anche Lucio Torru, consigliere comunale del Cdu, che nelle vesti di presidente onorario della sezione ambiente del Centro studi Cisna (al quale aderiscono anche i due professori) accusa il silenzio degli ambientalisti sulla distruzione di queste piante: «Mentre si provoca un grande pandemonio per un pugno di canne tagliate, sfugge all’attenzione di tanti attenti osservatori che sono state abbattute alcune piante uniche testimoni della loro specie. Spesso per ignoranza vengono trascurati fatti importanti per dar corso a strumentali diatribe edificate unicamente per creare attenzione intorno ad un fatto che di per se non ne avrebbe. E’ un gravissimo episodio passato quasi inosservato perchè non rappresentava motivo di vanto nè per la Provincia, né tanto meno da parte dell’associazione ambientalista di turno. Non vogliamo sminuire l’importanza dei canneti palustri, ma cerchiamo di ricondurre tutto alle reali dimensioni dei diversi fenomeni».
di Giovanni Manca di Nissa