pubblicato da l'Unione Sarda il 18 maggio 2008
Molentargius, fenicotteri in fuga dai loro nidi
Spaventati da un pellicano
Forse si sentiva troppo solo così
ha pensato bene di raggiungere
la schiera di fenicotteri raggruppati
nell’isolotto artificiale creato
apposta per loro dalle parti di via
Don Giordi. L’unico pellicano rimasto,
dei trenta che nei mesi
scorsi avevano raggiunto Molentargius,
non aveva fatto i conti
però con l’innata paura dei volatili
rosa che, in tutta fretta, hanno
abbandonato l’area umida
scegliendo ancora una volta di
nidificare a Santa Gilla. Sono caduti
nel vuoto così tutti i tentativi
che l’Ente Parco aveva messo
in atto per riportare dopo tre anni,
il popolo rosa a deporre le uova
nell’oasi naturalistica tra Cagliari
e Quartu.
GLI ESPERTI. La
mole imponente
del pellicano, secondo
gli ornitologi
del Parco, ha
terrorizzato i fenicotteri
che sembra,
nei nidi artificiali,
avessero già
trovato la sistemazione
ideale. «Purtroppo
il fenicottero
è un animale
molto pauroso»,
spiega l’ornitologa
Alessia Atzeni, «e
dal momento che
nidifica in gruppo
basta che uno solo
si spaventi per trasmettere
il panico
anche agli altri.
Noi crediamo che
il pellicano sia arrivato
nell’isolotto
artificiale e abbia
compiuto un’azione
di disturbo».
LA SITUAZIONE.
Resta il fatto che,
ancora una volta, e
questo è il questo è
il quarto anno, i fenicotteri
hanno
scelto di nidificare a Santa Gilla:
prima erano stati i cani a farli
scappare, poi i lavori di risanamento,
gli elicotteri e adesso pure
il pellicano. Eppure quest’anno
si era tentato di tutto per cercare
di rendere l’habitat favorevole
per la nidificazione anche in
base ai consigli del massimo
esperto degli uccelli rosa Alain
Jhonson, arrivato in visita all’oasi
naturalistica qualche tempo fa.
Era stato proprio lui ha suggerire
la creazione di un isolotto e di
nidi artificiali, ma non è bastato.
«Abbiamo cercato di ripristinare
tutte le situazioni di tranquillità»,
aggiunge Atzeni, «se non sono
servite quest’anno, magari saranno
la base per farli tornare
l’anno prossimo».
L’ENTE PARCO. Anche il direttore
generale del Molentargius Mariano
Mariani conferma che
«quest’anno il Parco ha fatto uno
sforzo enorme per andare incontro
ai fenicotteri e creare le migliori
condizioni per la nidificazione.
Siamo soddisfatti e speriamo
ancora che magari qualcuno
scelga di nidificare qui. Tra l’altro,
sembra che prima dell’azione
di disturbo del pellicano, nei
nidi artificiali ci fossero già le uova».
GLI ELICOTTERI. A complicare le
cose negli ultimi tempi, ci si sono
messi anche i voli degli elicotteri.
Dopo l’eliminazione dei tralicci
volano molto più basso creando
qualche problema. «Abbiamo
inoltrato varie richieste al comando
delle forze
armate per ovviare
a questa situazione», sostiene
Atzeni, «per evitare
che gli elicotteri
sorvolino direttamente
il Bellarosa
e nei prossimi
giorni avremo degli
incontri con i
carabinieri del nucleo
elicotteristi di
Elmas che si sono
dimostrati molto
disponibili a venirci
incontro».
I RANDAGI. Alta è
ancora anche
l’emergenza randagi.
Un grande
branco da mesi si
aggira nell’oro botanico:
una delle
aree che, a breve,
dovrà essere aperta
al pubblico. Gironzolano
indisturbati
e adesso
si sta cercando di
definire se procedere
con le catture.
di GIORGIA DAGA
Buche tappate, ma è rimasta la polvere
Le buche non ci sono
più ma è rimasta la
polvere. Nei giorni
scorsi le ruspe hanno
sistemato le strade sterrate
nel Molentargius,
ma con il solito manto
ecologico che sembra
borotalco. Così puntuali
sono arrivate le proteste
dei residenti, costretti a
tenere le finestre chiuse
per evitare di essere
sommersi dalla polvere.
Purtroppo non c’è
altra scelta: nella zona
umida le vie non si
possono asfaltare e
allora non resta che
convivere con il nuovo
manto che almeno ha
coperto le enormi voragini
che rendevano
impossibile il passaggio
delle auto. Sono però
tante le questioni da
risolvere dentro il
parco, che aspetta
ancora di svelarsi al
pubblico. Gli incivili non
smettono di scaricare
nell’oasi rifiuti, alimentando
discariche
abusive e le tubature
fognarie continuano a
fare le bizze creando
perdite maleodoranti. A
vegliare sul parco, oltre
alla Forestale, c’è il
nucleo di agenti del
nucleo di vigilanza
ambientale della polizia
municipale, ma a breve,
con l’avvio del porta a
porta, dovranno rivolgere
la loro attenzione
su più fronti e c’è l’esigenza
di rafforzare l’organico
quanto prima.
Intanto ieri mattina
nell’ex convento dei cappuccini
di via Brigata
Sassari, è stata inaugurata
la mostra fotografica
di Gianni Sirigu sugli
ambienti e naturali del
territorio di Quartu e
dalla Sardegna. Al taglio
del nastro c’erano il presidente
del Molentargius
Gigi Ruggeri, il direttore
generale Mariano Mariani
e l’assessore alla
pubblica Istruzione Gabriella
Del Fiacco. Con
loro gli alunni delle scuole
dell’obbligo cittadine
che, come ha spiegato
Del Fiacco, «hanno partecipato
ad un progetto
di educazione ambientale
visitando alcune zone». Il progetto si chiama
"A scuola nella natura"
e la premiazione dei
lavori dei ragazzi si terrà
il 28 maggio dalle
9,30 alle 12,30, al parco
Mateotti.
di (g. da.)