Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da l'Unione Sarda il 18 maggio 2008

Molentargius, fenicotteri in fuga dai loro nidi


Spaventati da un pellicano
Forse si sentiva troppo solo così ha pensato bene di raggiungere la schiera di fenicotteri raggruppati nell’isolotto artificiale creato apposta per loro dalle parti di via Don Giordi. L’unico pellicano rimasto, dei trenta che nei mesi scorsi avevano raggiunto Molentargius, non aveva fatto i conti però con l’innata paura dei volatili rosa che, in tutta fretta, hanno abbandonato l’area umida scegliendo ancora una volta di nidificare a Santa Gilla. Sono caduti nel vuoto così tutti i tentativi che l’Ente Parco aveva messo in atto per riportare dopo tre anni, il popolo rosa a deporre le uova nell’oasi naturalistica tra Cagliari e Quartu.
GLI ESPERTI. La mole imponente del pellicano, secondo gli ornitologi del Parco, ha terrorizzato i fenicotteri che sembra, nei nidi artificiali, avessero già trovato la sistemazione ideale. «Purtroppo il fenicottero è un animale molto pauroso», spiega l’ornitologa Alessia Atzeni, «e dal momento che nidifica in gruppo basta che uno solo si spaventi per trasmettere il panico anche agli altri. Noi crediamo che il pellicano sia arrivato nell’isolotto artificiale e abbia compiuto un’azione di disturbo».
LA SITUAZIONE. Resta il fatto che, ancora una volta, e questo è il questo è il quarto anno, i fenicotteri hanno scelto di nidificare a Santa Gilla: prima erano stati i cani a farli scappare, poi i lavori di risanamento, gli elicotteri e adesso pure il pellicano. Eppure quest’anno si era tentato di tutto per cercare di rendere l’habitat favorevole per la nidificazione anche in base ai consigli del massimo esperto degli uccelli rosa Alain Jhonson, arrivato in visita all’oasi naturalistica qualche tempo fa. Era stato proprio lui ha suggerire la creazione di un isolotto e di nidi artificiali, ma non è bastato. «Abbiamo cercato di ripristinare tutte le situazioni di tranquillità», aggiunge Atzeni, «se non sono servite quest’anno, magari saranno la base per farli tornare l’anno prossimo».
L’ENTE PARCO. Anche il direttore generale del Molentargius Mariano Mariani conferma che «quest’anno il Parco ha fatto uno sforzo enorme per andare incontro ai fenicotteri e creare le migliori condizioni per la nidificazione. Siamo soddisfatti e speriamo ancora che magari qualcuno scelga di nidificare qui. Tra l’altro, sembra che prima dell’azione di disturbo del pellicano, nei nidi artificiali ci fossero già le uova».
GLI ELICOTTERI. A complicare le cose negli ultimi tempi, ci si sono messi anche i voli degli elicotteri. Dopo l’eliminazione dei tralicci volano molto più basso creando qualche problema. «Abbiamo inoltrato varie richieste al comando delle forze armate per ovviare a questa situazione», sostiene Atzeni, «per evitare che gli elicotteri sorvolino direttamente il Bellarosa e nei prossimi giorni avremo degli incontri con i carabinieri del nucleo elicotteristi di Elmas che si sono dimostrati molto disponibili a venirci incontro».
I RANDAGI. Alta è ancora anche l’emergenza randagi. Un grande branco da mesi si aggira nell’oro botanico: una delle aree che, a breve, dovrà essere aperta al pubblico. Gironzolano indisturbati e adesso si sta cercando di definire se procedere con le catture.
di GIORGIA DAGA

Buche tappate, ma è rimasta la polvere

Le buche non ci sono più ma è rimasta la polvere. Nei giorni scorsi le ruspe hanno sistemato le strade sterrate nel Molentargius, ma con il solito manto ecologico che sembra borotalco. Così puntuali sono arrivate le proteste dei residenti, costretti a tenere le finestre chiuse per evitare di essere sommersi dalla polvere. Purtroppo non c’è altra scelta: nella zona umida le vie non si possono asfaltare e allora non resta che convivere con il nuovo manto che almeno ha coperto le enormi voragini che rendevano impossibile il passaggio delle auto. Sono però tante le questioni da risolvere dentro il parco, che aspetta ancora di svelarsi al pubblico. Gli incivili non smettono di scaricare nell’oasi rifiuti, alimentando discariche abusive e le tubature fognarie continuano a fare le bizze creando perdite maleodoranti. A vegliare sul parco, oltre alla Forestale, c’è il nucleo di agenti del nucleo di vigilanza ambientale della polizia municipale, ma a breve, con l’avvio del porta a porta, dovranno rivolgere la loro attenzione su più fronti e c’è l’esigenza di rafforzare l’organico quanto prima. Intanto ieri mattina nell’ex convento dei cappuccini di via Brigata Sassari, è stata inaugurata la mostra fotografica di Gianni Sirigu sugli ambienti e naturali del territorio di Quartu e dalla Sardegna. Al taglio del nastro c’erano il presidente del Molentargius Gigi Ruggeri, il direttore generale Mariano Mariani e l’assessore alla pubblica Istruzione Gabriella Del Fiacco. Con loro gli alunni delle scuole dell’obbligo cittadine che, come ha spiegato Del Fiacco, «hanno partecipato ad un progetto di educazione ambientale visitando alcune zone». Il progetto si chiama "A scuola nella natura" e la premiazione dei lavori dei ragazzi si terrà il 28 maggio dalle 9,30 alle 12,30, al parco Mateotti.
di (g. da.)