Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 18 maggio 2004

Sono tornati i fenicotteri


Molentargius. L'acqua alta è un fenomeno che sta finendo

I fenicotteri rosa sono stati tra i primi ad accorgersene: il livello dell’acqua di Molentargius sta scendendo. E loro, affezionati residenti della laguna, non si sono fatti attendere. Numerosi come un tempo volano in formazione, planano leggeri sull’acqua, immergono la testa per trovare il cibo. Uno spettacolo che non smette mai di emozionare. Un mese fa le piogge abbondanti avevano ricoperto gli isolotti su cui nidificavano da undici anni e hanno dovuto deporre le uova a Santa Gilla. Ma non hanno dimenticato il loro stagno, andando ogni tanto a mangiare. Ora che la situazione sta rientrando nella normalità sono tornati, presumibilmente per restare. Il segnale degli uccelli è chiaro: l’allarme è rientrato, le saline sono salve. Almeno per il momento. «Il pericolo però è sempre dietro l’angolo», avverte Vincenzo Tiana di Legambiente. «Se non ci si prende cura delle saline, non viene rimessa in moto tutta la macchina di produzione del sale, l’incidente si ripeterà e i danni saranno sempre più gravi». In questi giorni i camion stanno portando via gli ultimi cumuli di sale che saranno venduti al nord, utilizzati nelle industrie e sulle strade. Contemporaneamente, procedono i lavori per la ristrutturazione delle saline: «Dovrebbero essere finiti entro l’anno e allora le vasche devono riprendere a funzionare per garantire l’equilibrio di tutto l’ecosistema del parco». Tiana lancia un appello: «Se i Comuni non formano il Consorzio di gestione del parco deve intervenire la Regione», che ha l’autorità per dare in appalto le Saline. Il primo passo da fare è quello di rimettere in funzione tutte le saline. In questo momento gli operai stanno ristrutturando il canale di Basso fondo, svuotando il corso d’acqua, ripulendolo dalle carcasse d’auto e dai tanti rifiuti, e ricostruendo gli argini. A lavori finiti, saranno ricollegate le vasche di prima e seconda evaporazione, da Molentargius fino al Margine Rosso. A quel punto si potranno riattivare i 900 ettari di specchi d’acqua. Non ci sarà nemmeno bisogno di aspettare che sul litorale di Quartu si completi l’opera per bloccare l’immissione di acqua fognaria: il corso di quelle acque è già stato separato da quello delle saline, in attesa che sia definitivamente risolto il problema. Infine, perché stavolta tutto sia perfetto, sarà spostato più a largo il punto di prelievo d’acqua dell’idrovora del Poetto. «I lavori inizieranno tra poco, l’idrovora non pescherà più sabbia e sparirà l’impianto sulla spiaggia, dopo l’ospedale Marino», spiega Tiana. Dopo quasi dieci anni i cantieri stanno per chiudere. Ora però bisogna fare in modo che il lavoro fatto non sia vanificato e i soldi non siano stati spesi inutilmente. Le saline devono riprendere la produzione: tutto il resto, il parco, le iniziative turistiche e ambientaliste per il rilancio della zona verranno dopo.

di Alice Guerrini